il Fatto Quotidiano, 19 marzo 2026
Import-escort per il Sì
Oltre a Polito el Drito, che tenta di smentire a suon di balle le verità scritte l’altroieri sul Corriere da Gabanelli e Ferrarella, cioè da due giornalisti veri, il parterre de rois del Sì s’arricchisce di due nuovi testimonial a presa rapida. Il primo è Flavio Briatore, che sviluppa in un video imperdibile il suo ragionamento (si fa per dire) pro separazione delle carriere: “Votate sì, votate sì, votate sì. Non è un fatto politico, è un fatto – per noi italiani – di essere salvaguardati dalla giustizia. La mia coscienza mi dice di farlo. Sono il classico esempio di persecuzione. La Guardia di Finanza sicuramente mandata dal pm mi ha sequestrato lo yacht e l’hanno venduto all’asta sotto Covid a un prezzaccio. Dobbiamo votare Sì”. A parte le parole “coscienza” e “persecuzione”, davvero suggestive, e la frase dal sen fuggita sull’“essere salvaguardati dalla giustizia”, che non è male, colpisce l’argomento che mira a coinvolgere il maggior numero di italiani: Finanza e magistratura, per questioncine fiscali poi brillantemente risolte in Cassazione, gli hanno confiscato lo yacht “Force Blu”, che per lui vale 19 milioni di euro, e poi l’hanno svenduto all’asta per 6 milioni a Bernie Ecclestone. Ergo, bisogna separare le carriere. Intanto sfugge il nesso logico fra le carriere unite e i giudici di Cassazione che danno ragione a Briatore e torto ai loro colleghi di grado inferiore e pure ai pm (forse, da separati, avrebbero rivenduto lo yacht a un prezzo maggiore). Ma poi: chi di voi non ha uno yacht da 19 milioni e non si identifica in Briatore?
L’altro testimonial del Sì è Davide Lacerenza, fidanzato e socio della figlia di Vanna Marchi (Stefania Nobile, ovviamente pregiudicata per truffa) nella celeberrima “Gintoneria” milanese, arrestato un anno fa per detenzione e spaccio di droga e favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione (coca ed escort erano registrate nei libri contabili alla voce “champagne”), fresco di patteggiamento a 4 anni e 8 mesi e affidato ai servizi sociali per disintossicarsi. Insomma un altro martire della malagiustizia, che infatti ha postato uno straziante video-appello sui social: “Voglio che tutti i miei follower votino Sì. È un argomento serio. La vittoria sarà degli italiani quando ci sarà la divisione delle carriere”. Seguono immagini di Nordio che parla di altri processi ingiusti (oltre a quello a Lacerenza): Socrate, Gesù e Galileo. Poi un filmato di B. Perché la sua è una nobile battaglia ideale nel nome di “Silvio Berlusconi, che si è sempre battuto” contro “questi comunisti così accaniti” che si permettono di stroncare un giovane self made man del ramo import-escort. Tipo Gratteri con le sue insinuazioni sui delinquenti che votano Sì. Ma con testimonial così, che bisogno ha la Meloni di andare da Fedez?