repubblica.it, 19 marzo 2026
Trasferimento aereo dal Qatar per i cavalli purosangue
Se migliaia di viaggiatori sono bloccati in Medio Oriente dalla guerra e dalle limitazioni allo spazio aereo, una categoria di passeggeri è riuscita a rientrare in Europa con una certa rapidità: i cavalli.
Ben 147 esemplari da competizione, rimasti a Doha dopo la cancellazione di una tappa del Longines Global Champions Tour (previsto tra il 4 e il 7 marzo), sono stati trasferiti in Belgio con due voli cargo. Trasferimenti che Qatar Airways ha organizzato in tempi strettissimi.
Qatar Airways sta operando con forti restrizioni, per la chiusura dei cieli del Paese e la concessione di pochi corridoi da parte dell’autorità dell’aviazione civile. Eppure, con questo traffico aereo ridotto all’osso, una priorità è emersa con chiarezza: riportare a casa i cavalli europei, campioni nel salto a ostacoli.
Esemplari di questo tipo costano 420.000 euro (se arrivano ai 10 anni) e anche un milione (se sono sotto i 7 anni). Ragionevole attribuire al carico equino, dunque, un valore superiore ai 100 milioni che ha giustificato una enorme prudenza nell’operazione di evacuazione.
I due aerei cargo di Qatar sono partiti vuoti da Doha per atterrare a Riad in Arabia Saudita. Qui hanno caricato i preziosi animali che intanto erano arrivati a Riad (dal Qatar) via terra e con scorta armata. I voli li hanno portati infine all’aeroporto di Liège, in Belgio, uno dei meglio attrezzati in Europa per ricevere passeggeri delicati, esigenti, speciali.
Questo autentico piano d’emergenza è scattato perché i proprietari dei cavalli e le società di assicurazione non volevano che i velivoli partissero direttamente da Doha in Qatar, con i purosangue in stiva, essendo i cieli qatarioti ad alto rischio.
In verità, anche il viaggio via terra dal Qatar all’Arabia Saudita era insidioso perché i cavalli erano alloggiati nel centro equestre di Al Shaqab, a Doha, a 30 chilometri dalla base aerea americana di Al Udeid, finita nel mirino dei droni iraniani.
Trasportare un cavallo in aereo non significa certo accompagnarlo al gate e sperare non abbia bagaglio a mano in eccesso. Ogni animale ha un passaporto individuale, un certificato veterinario internazionale ed è identificato da un microchip. Gli animali volano con accompagnatori specializzati e veterinari, pronti a intervenire in caso di necessità.
Anche il menù non è lasciato al caso. Prima del decollo, ai cavalli viene dato un pastone di crusca; durante il volo ricevono fieno e circa 40 litri d’acqua. Alcuni gradiscono una specie di versione ippica dell’aperitivo analcolico: acqua con un po’ di succo di mela.
Gli stalloni sono sistemati verso il muso dell’aeromobile perché, durante la crociera, non possano avvertire l’odore delle giumente, alloggiate all’estremo opposto.
La maggior parte degli animali, una volta atterrata in Belgio, ha potuto proseguire il viaggio verso le scuderie di appartenenza già nello stesso giorno di atterraggio, con la guerra ormai dietro la coda.