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 2026  marzo 19 Giovedì calendario

Eredità a due badanti omonime: testamento annullato

«Alla mia morte voglio lasciare un pensiero alla mia badante Valentina di 100mila euro», una disposizione testamentaria olografa che non dovrebbe lasciare adito a dubbi di sorta ma il tribunale di Reggio Emilia ha dovuto dichiarare nullo il testamento di un’anziana. 
La donna, infatti, aveva due badanti, con lo stesso nome e provenienti dalla stessa località, e per il giudice era impossibile stabilire chi fosse delle due la badante che doveva ricevere i 100 mila euro. 
L’anziana donna era deceduta nel 2024 e aveva lasciato un testamento olografo dove destinava la cifra alla sua badante Valentina, e il resto agli eredi legittimi, per cui une delle due badanti aveva richiesto agli eredi i 100mila euro e in un primo momento era riuscita ad ottenere dal tribunale un decreto ingiuntivo che obbligava gli eredi a darle i soldi del testamento. 
Ma in sede di opposizione al decreto ingiuntivo gli eredi sono riusciti a convincere il giudice che mancava la certezza assoluta su quale delle due badanti omonime avesse diritto al denaro. 
Gli eredi della donna raggiunti dal decreto ingiuntivo, durante il procedimento giudiziario, tramite i propri legali avevano sollevato diverse questioni legate al testamento olografo della donna, affermando che in realtà ne esistevano due, uno del 2018 e l’altro del 2023, e che la donna aveva gravi problemi cognitivi negli ultimi anni di vita, ma soprattutto che nella parte riguardante i 100mila euro mettevano in luce, l’ambiguità emergente dalla scheda testamentaria 2018, proprio per quanto riguarda l’identificazione del beneficiario del legato dei 100 mila euro. 
Sul punto evidenziavano, infatti, che il testamento conteneva la generica indicazione, come beneficiaria del legato, di «Valentina la mia badante», senza specificazione del cognome, mentre la donna era assistita da due badanti omonime, e ciò generava incertezza su chi fosse la reale destinataria dei soldi. 
Il giudice Damiano Dazzi del Tribunale ordinario di Reggio Emilia, prima sezione civile, nella sentenza pubblicata nei giorni scorsi ha dato ragione agli eredi: «È pacifico che la de cuius fosse seguita da due badanti moldave entrambe di nome “Valentina”, che si alternavano quando una delle due andava in vacanza, non è quindi certo che la persona indicata genericamente nel testamento come “Valentina” quale beneficiaria della somma sia la badante che ha fatto causa agli eredi dell’anziana signora, posto che nella scheda testamentaria non risulta indicato il cognome, e vi era un’altra badante di nome “Valentina” che ha assistito la signora in quello stesso periodo». 
«Grave decadimento cognitivo dell’anziana, era confusa»
Infine sempre secondo il tribunale è emersa anche la prova in aula dello stato di grave decadimento cognitivo della donna in quegli anni «e dunque non è escluso che la signora possa aver confuso le due badanti omonime». 
Il giudice ha quindi revocato il decreto ingiuntivo, dichiarato nullo il testamento del 2018, e condannato la badante che ha avviato il procedimento giudiziario a circa 14 mila euro di spese legali. Queste le decisioni al termine del primo grado di giudizio.