Corriere della Sera, 19 marzo 2026
Milano, i risultati dei test sulla droga nelle fognature
È considerato uno dei «punti di osservazione» più affidabili delle abitudini e dei vizi di chi abita a Milano. Il depuratore di Nosedo, nella periferia Sud-Est, restituisce una fotografia veritiera di cosa mangiano, fumano, assumono i milanesi. Droghe comprese. Come ogni anno dal 2011, le acque reflue vengono analizzate in una settimana campione dal laboratorio dell’istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri. Gli esperti vanno a caccia di sei sostanze tra le più comuni e poi, insieme ad altre 115 città europee, realizzano una grande mappa interattiva per il progetto «Wastewater analysis and drugs – a European multi-city study», realizzato dal gruppo Sewage Analysis Core Group Europe in collaborazione con l’European Union Drugs Agency.
Ecco i risultati di Milano. Cresce la quantità di cocaina negli scarichi (424 milligrammi al giorno ogni mille persone), tendenza che continua da tre anni a questa parte e che emerge anche nelle città dell’Ovest e del Sud Europa, da Barcellona ad Atene. Guardando l’andamento settimanale, il picco si registra il sabato, segno di un ricorso alle sostanze stupefacenti più frequente nel weekend. Lo stesso accade nel 75% delle città coinvolte dal progetto.
Cresce anche la ketamina, usata sia come farmaco anestetico, sia come droga. Se nel 2024 aveva toccato i 24,92 microgrammi al giorno ogni mille persone, nel 2025 è ulteriormente salita a 26,8. È di nuovo il sabato che si raggiunge la massima concentrazione nel depuratore. Un chiaro segnale del fatto che l’aumento dei consumi non può essere legato all’ambito ospedaliero, dove l’attività nel fine settimana è ridotta. Siamo comunque lontani dalle quantità registrate in Belgio, Germania e nei Paesi Bassi.
Segno «più» anche per l’Mdma, il cui andamento è in continua salita a partire dall’epoca post-Covid. La capitale indiscussa di questa droga si conferma però Amsterdam. Dopo un periodo di sostanziale stabilità, diminuisce invece la cannabis. D’altra parte, allargando lo sguardo alle altre città sotto esame si notano andamenti divergenti ed è difficile individuare una tendenza comune. Le tracce di «fumo», come gli anni passati, non si concentrano nel finesettimana ma si «spalmano» anche durante i giorni feriali. Poche novità invece per l’amfetamina – meno diffusa rispetto a quel che avviene in Belgio, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Svezia e Norvegia – e per la metamfetamina.
Sara Castiglioni, responsabile del laboratorio di Indicatori epidemiologici ambientali dell’istituto Mario Negri, spiega che per le analisi si prelevano le acque dal depuratore in una settimana «normale», senza eventi di particolare rilievo, così da ottenere un dato più rappresentativo della quotidianità dei milanesi. Per lo stesso motivo, si evitano le settimane con molta pioggia: l’eccesso d’acqua negli impianti diluirebbe la concentrazione delle sostanze.
«Questi dati – sottolinea Castiglioni – vanno integrati con quelli medici, clinici, tossicologici, ai questionari sottoposti alla popolazione e ai sistemi di allerta precoce sulle nuove sostanze sul mercato o sul cambiamento di consumi, così da avere un quadro più completo della circolazione delle droghe».