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 2026  marzo 19 Giovedì calendario

Usa, la Fed tiene fermi i tassi

La Federal Reserve ha mantenuto invariati i tassi d’interesse, come ampiamente previsto dagli analisti, lasciando aperta la possibilità di ridurli quest’anno, nonostante l’aumento dei prezzi dell’energia dovuto alla guerra con l’Iran minacci di prolungare la lotta contro l’inflazione. I membri del Fomc, l’organo responsabile delle decisioni di politica monetaria, hanno votato 11 a 1 per mantenere il tasso di riferimento in un intervallo tra il 3,5% e il 3,75%, per la seconda riunione consecutiva. Negativa la reazione di Wall Street a questa decisione, con il Dow Jones in calo dell’1,63%, l’S&P500 dell’1,36% e il Nasdaq in arretramento dell’1,46%.
Nelle nuove proiezioni trimestrali, 12 dei 19 partecipanti alla riunione hanno previsto almeno un taglio dei tassi, quest’anno, lo stesso numero ipotizzato a dicembre. Possibile un altro taglio nel 2027. La Fed ha evidenziato il quadro di incertezza generato dalla guerra contro l’Iran, iniziata quasi tre settimane fa con l’ impatto sul transito delle petroliere nello Stretto di Hormuz che ha scosso il mercato petrolifero globale e ora minaccia di mantenere l’inflazione al di sopra dell’obiettivo del 2% fissato dalla Fed.
«Le implicazioni degli sviluppi in Medio Oriente per l’economia statunitense sono incerte», si legge nelle dichiarazioni finali. Il governatore Stephen Miran, uno dei componenti del Fomc, si è nuovamente espresso in disaccordo rispetto alla maggioranza, spingendo per un taglio di un quarto di punto a fronte delle crescenti preoccupazioni sul mercato del lavoro. Prima dell’inizio del conflitto, i mercati avevano scontato due tagli dei tassi nel 2026, con una ridotta probabilità di un terzo taglio. Tuttavia, l’aumento dei prezzi – compresi quelli precedenti allo shock energetico – hanno ridotto le aspettative limitando le ipotesi ad un massimo di un solo taglio nel 2026. Adesso la Fed prevede una crescita del Pil statunitense del 2,4%, quest’anno, un valore leggermente superiore alla stima dello scorso dicembre. La crescita dovrebbe quindi attestarsi al 2,3% nel 2027, in aumento di tre decimi di punto percentuale rispetto alle previsioni precedenti. Riviste al rialzo anche le previsioni sull’inflazione per il 2026, con i prezzi dei beni per consumi personali orientate a una crescita del 2,7%, al netto delle componenti volatili. La previsione è che l’inflazione tornerà a ritracciare verso l’obiettivo del 2% fissato dalla Fed nei prossimi anni, man mano che l’impatto dei dazi e del conflitto in Medio Oriente tenderanno ad attenuarsi. Risultano confermate le stime di un tasso di disoccupazione del 4,4% entro la fine del 2026, nonostante la recente serie di dati deludenti sul lavoro.
Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, in conferenza stampa ha evidenziato la «solidità» della crescita economica, aggiungendo che «l’attuale ritmo della politica monetaria è appropriato». Gli impatti della guerra in Medio Oriente sull’economia statunitense sono «incerti», ha aggiunto. La spesa dei consumatori e gli investimenti delle imprese sono in buona salute, ha dichiarato Powell, ma il mercato immobiliare mostra segni di debolezza.
Se il mio successore non sarà confermato prima del 15 maggio resterò come governatore pro tempore
Quanto al suo futuro personale – l’incarico è in scadenza il 15 maggio prossimo – Powell ha affermato: «Se il mio successore non sarà confermato prima del 15 maggio, resterò come governatore pro tempore, come previsto dalla legge». Powell ha anche affermato che resterà nel board della Fed fino a quando l’indagine condotta dal Dipartimento di Giustizia sul suo conto non sarà conclusa.