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 2026  marzo 19 Giovedì calendario

Carburanti, accise giù per 20 giorni

Alla fine il tanto atteso e invocato taglio delle accise è arrivato. Lo ha deciso ieri sera un Consiglio dei ministri straordinario convocato ieri pomeriggio che ha approvato il decreto legge sulle «disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali», subito firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Potrebbe però non essere l’unico intervento del governo a stretto giro, come ha svelato la premier Giorgia Meloni ieri sera ai suoi ministri. Non sono escluse ulteriori misure tra venerdì e sabato, a ridosso del voto sul referendum.
Intanto per il momento arrivano una riduzione di 25 centesimi al litro del prezzo dei carburanti per 20 giorni, ma anche un aiuto agli autotrasportatori sotto forma di credito d’imposta e un rafforzamento dei poteri di «Mr. Prezzi», il Garante per la sorveglianza dei prezzi che segnalerà alla Guardia di finanza anomali rialzi dei prezzi, come preannunciato nei giorni scorsi dal ministro delle Imprese Adolfo Urso. Non c’è invece alcun intervento sulla social card «dedicata a te» per i redditi più bassi, anche questa misura auspicata da Urso e invece contrastata, in Cdm, dal vicepremier Matteo Salvini. Il taglio dei prezzi quindi riguarderà tutti.
«Combattiamo la speculazione e abbassiamo i prezzi di benzina e gasolio», spiega al Tg1 la premier Meloni appena concluso il Cdm, precisando: «Non vogliamo che l’aumento del prezzo si trasferisca sui beni di consumo, e diamo vita a un meccanismo anti-speculazione che di fatto lega il prezzo del carburante all’andamento reale del prezzo del petrolio, introducendo delle sanzioni per chi dovesse discostarsi».
Si tratta di «un sostanzioso aiuto, dalle prossime ore gli italiani pagheranno di meno rispetto a tedeschi, francesi e spagnoli», ha spiegato il ministro delle Infrastrutture Salvini, «le polemiche lasciamole a Vannacci e Landini». Già nel pomeriggio Salvini aveva annunciato il taglio del prezzo per arrivare «fino a 1,90 euro al litro per il diesel», dopo aver incontrato a Milano gli esponenti delle principali compagnie petrolifere, tra cui Eni, Ip, Tamoil, Q8. Un tavolo che, ha promesso il leader della Lega, «diventerà permanente»: si rivedranno già la prossima settimana, a Milano. «Ho chiesto ai petrolieri – ha detto Salvini – di fare la loro parte con un prezzo medio massimo da non superare: hanno capito che famiglie e imprese italiane non possono continuare a pagare così gasolio e benzina». L’Unem, Unione energie per la mobilità, ha parlato di «clima collaborativo», sottolineando però che sui prezzi «i principali operatori hanno mantenuto un approccio prudenziale e responsabile» che «ha permesso di attenuare gli impatti sui consumatori». Presente al tavolo, collegato da Roma, anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che ieri mattina aveva incontrato la premier e il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin proprio per parlare del dossier carburanti. E più tardi, durante il Cdm, ha tenuto a sottolineare che l’intervento sui carburanti «è una misura temporanea».
Ma quello di ieri potrebbe non essere l’ultimo Cdm prima del referendum. Durante la riunione la stessa Meloni, che oggi e domani sarà a Bruxelles per il Consiglio europeo, ha avvertito i ministri: «Tenetevi pronti per il fine settimana». La premier ha fatto capire che a seconda di come andrà la trattativa sugli Ets, il Cdm potrebbe intervenire di nuovo per abbassare ulteriormente il prezzo della benzina e dell’energia. Se arrivasse sabato «bucherebbe» il silenzio elettorale.
E il Pd attacca: «Misure tardive per la cinica propaganda del governo». Per la leader Elly Schlein «è un decreto elettorale»: «Siamo stati i primi a chiedere di restituire ai cittadini l’extragettito Iva, e oggi Meloni interviene solo per 20 giorni, guarda caso con un voto referendario di mezzo».