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 2026  marzo 19 Giovedì calendario

Hormuz, Meloni spinge per l’Onu

Giorgia Meloni arriva oggi al Consiglio europeo più o meno come tanti altri leader europei, piena di speranze, ma anche con poche illusioni. Come tanti altri capi di Stato e di governo della Ue chiederà al segretario generale dell’Onu, Guterres, che parteciperà al vertice, di cercare di mettere sul tappeto un’iniziativa diplomatica che rilanci il ruolo del Consiglio di sicurezza, soprattutto per creare una missione multilaterale di protezione dello Stretto di Hormuz, ma sono tutti tentativi diplomatici che scontano la debolezza attuale del Palazzo di Vetro e il fatto che due dei protagonisti del Consiglio, Russia e Cina, potrebbero non essere d’accordo.
Prima di lasciare Roma la nostra premier ha commentato brevemente lo stato della crisi in atto: «Ovviamente sì, ci preoccupa la sicurezza dei militari italiani in Medio Oriente ed è la ragione per la quale attualmente, ad esempio, in Kuwait e in Iraq i nostri contingenti sono stati ridotti all’essenziale, ma è anche la ragione per la quale stiamo aiutando i Paesi del Golfo a difendersi, prevalentemente a tutela degli italiani che sono presenti lì», ha detto al Tg1.
La partecipazione al summit è contrassegnata da una lettera sugli Ets – le «tasse» che in sede europea si pagano da parte delle industrie che superano alcune quote di inquinamento – firmata insieme ad altri otto capi di Stato e di governo, inviata ieri ai presidenti della Commissione, Ursula von der Leyen, e del Consiglio europeo, Antonio Costa, visto che il Consiglio avrà tra i temi al centro delle discussioni la questione del prezzo eccessivo dell’energia, come uno dei problemi principali per la competitività delle imprese dell’Unione.
Nella lettera, in particolare, si chiede a von der Leyen di anticipare a maggio la revisione dell’Ets, invece di aspettare luglio. Inoltre, i Paesi firmatari propongono di estendere oltre la scadenza del 2034 la concessione delle quote gratuite di CO2, sempre nell’ambito dell’Ets 1, agli impianti industriali ad alto consumo energetico, sospendendo o ritardando la loro eliminazione progressiva entro quella data, prevista dalla legislazione europea in vigore.
Ma come su altri temi (le conclusioni saranno ben 71 ma senza alcuna decisione concreta), non si attendono svolte o cambiamenti di sostanza. Anzi, l’iniziativa a cui l’Italia si è associata, insieme a Croazia, Grecia, Bulgaria, Repubblica ceca, Polonia e altri Stati, non chiede più la sospensione degli Ets, ma solo una revisione. Ed è difficile che accada. I nove Stati infatti rappresentano una minoranza. E sul punto si è registrato anche un riavvicinamento tra Parigi e Berlino, contrari alla revisione, che Merz e Macron sono chiamati a sigillare proprio nelle ore prima dell’inizio del summit.
Come di consueto, alla vigilia del vertice, si è svolto al Quirinale, alla presenza di Mattarella, la tradizionale colazione di lavoro con la premier, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e, fra gli altri esponenti di governo, i titolari dell’Interno, Matteo Piantedosi, della Difesa, Guido Crosetto, dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Poco prima, per la seconda volta in pochi giorni, si sono riuniti, alla presenza di Crosetto e del sottosegretario Alfredo Mantovano, i vertici militari e dell’Intelligence per un aggiornamento sulla crisi nell’area del Golfo.