Avvenire, 18 marzo 2026
L’Onu: se la guerra in Iran prosegue 45 milioni a rischio fame
L’insicurezza alimentare globale rischia di raggiungere un nuovo record storico nei prossimi mesi a causa della guerra in Medio Oriente e dell’impennata dei prezzi energetici.
È l’allarme del Programma alimentare mondiale: se il conflitto in Medio Oriente dovesse continuare fino a giugno, «45 milioni di persone potrebbero cadere in una situazione di insicurezza alimentare acuta a causa dell’aumento dei prezzi» ha dichiarato il vicedirettore esecutivo del Pam, Carl Skau. «Questo porterebbe i livelli di fame nel mondo a un record». Secondo l’agenzia Onu, il numero di persone colpite da insicurezza alimentare acuta potrebbe quindi salire dagli attuali circa 320 milioni a livelli superiori a quelli raggiunti nel 2022, quando la guerra in Ucraina fece schizzare i prezzi alimentari fino a coinvolgere 349 milioni di persone. Se il conflitto non si fermerà entro metà di quest’anno e il prezzo del petrolio resterà sopra i 100 dollari al barile, il mondo potrebbe trovarsi di fronte a uno scenario analogo o peggiore rispetto a quello della crisi ucraina: alla base dell’allarme c’è il blocco di fatto dello Stretto di Hormuz.
Secondo il Pam, l’aumento dei prezzi di energia, carburanti e fertilizzanti sta già avendo effetti a catena sui sistemi alimentari globali. «È un rischio importante per Paesi come Somalia e Kenya, che dipendono dalle importazioni di fertilizzanti dal Golfo», ha spiegato Skau.
Le proiezioni indicano un aumento del numero di persone in insicurezza alimentare del 21% in Africa occidentale e centrale; del 17% in Africa orientale e australe del 24% in Asia.