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 2026  marzo 18 Mercoledì calendario

Meningite, epidemia nel Regno Unito: salgono a 20 i casi.

La situazione nel Regno Unito comincia a farsi seria. L’allarme meningite scoppiato alcuni giorni fa a Canterbury, nel Kent, continua a diffondersi tra la popolazione. Attualmente i casi possibili sono venti, quelli accertati nove mentre i restanti undici rimangono sotto indagine. L’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria (UKHSA) ha rivelato stamattina che il totale dei casi è salito rispetto a quanto dichiarato ieri e permane il timore che anche il bilancio delle vittime possa aumentare.
La possibile epidemia, che sembra aver avuto origine nel nightclub Chemistry di Canterbury, ha già causato la morte di Juliette Kenny, studentessa diciottenne, e di uno studente ventunenne dell’Università del Kent. Gli esperti temono che gli eventi organizzati nel locale possano aver agito da “super diffusori” e che i casi possano aumentare nei prossimi giorni. Inoltre, la malattia può mostrare i suoi sintomi anche dopo 14 giorni dalla contrazione, rendendo ancora più probabile la propagazione, prima che ci si accorga di essere stati contagiati.

L’allarme dei farmacisti
Oggi la situazione è peggiorata quando Olivier Picard, presidente dell’Associazione nazionale dei farmacisti inglese, ha rivelato alla BBC che al momento non ci sono scorte di vaccini contro la meningite B disponibili per la somministrazione privata. «Purtroppo, le scorte si sono esaurite e la maggior parte dei nostri distributori e grossisti non ne ha più a disposizione. E anche se ci giungono voci di possibili scorte ancora presenti, ci vorrà del tempo prima che arrivino nei nostri frigoriferi. Non è prevista una data di rifornimento».
Nel frattempo però, aumenta la preoccupazione tra i cittadini del Kent: «Nella notte, tra le 23:00 e le 6:00 di questa mattina, ci sono state oltre cento prenotazioni tramite il nostro sistema di prenotazione nelle farmacie – ha dichiarato il farmacista – per un vaccino di cui non abbiamo la minima idea di quando sarà disponibile. Siamo alla mercé dei produttori e dei grossisti per l’approvvigionamento, e i nostri pazienti sono preoccupati. Vogliono che i loro figli siano vaccinati».
Dichiarazioni simili quelle di Amish Patel, un farmacista del Kent, che ha dichiarato a BBC News: «Abbiamo assistito a un enorme aumento delle richieste di informazioni sul vaccino contro la meningite, passando da una o due chiamate a settimana al massimo a 10-15 chiamate al giorno. Si tratta di un aumento enorme, davvero enorme. Al momento non abbiamo più scorte di vaccini contro la meningite e il problema più grande è che non possiamo nemmeno ordinarne altri. Anche i fornitori non hanno prodotti in magazzino e, per di più, non sappiamo quando le scorte torneranno disponibili. Al momento, non ci resta che continuare ad aggiornare le pagine degli ordini e vedere se la merce è di nuovo disponibile».
Il ministro invoca la calma
Questa situazione di emergenza è stata commentata anche dal Ministro della Salute britannico Wes Streeting, che dopo aver mostrato il suo cordoglio per le famiglie delle vittime, ha cercato di fornire alcune sicurezze durante la sua intervista al programma mattutino della BBC: «Il rischio generale per la popolazione è “molto basso”, anche se la malattia può essere “estremamente grave”. Essa si diffonde attraverso contatti personali ravvicinati come la condivisione di bevande o di effusioni affettuose come i baci».
Poi, a differenza dei farmacisti intervistati dall’emittente pubblica, il ministro ha disinnescato le dichiarazioni allarmistiche, definendo la situazione ancora sotto controllo. E sulla decisione dell’UKHSA di aver dichiarato lo stato di emergenza nazionale, ha risposto: «L’emergenza nazionale viene dichiarata quando si verifica una situazione che mette pressione sul sistema sanitario, ma questo non si applica in alcun modo al caso in questione. Non si tratta di un evento di portata nazionale come quello che abbiamo visto durante la pandemia di Covid».
Streeting si è rivolto anche a quelle famiglie che cercano vaccini privati ​​contro il meningococco B per i propri figli: «Non mi sorprende che le persone leggano i titoli dei giornali e pensino: ’Beh, potrei anche andare a comprarmi un vaccino’. Ma, per essere chiari, non è necessario. Posso capire perché la gente lo faccia, e posso anche capire perché, di conseguenza, in alcune farmacie dove le persone acquistano privatamente in quantità che normalmente non farebbero, in uno o due casi le scorte si sono esaurite».
Infine, il consiglio di non acquistare privatamente la cura, ma di affidarsi al sistema sanitario nazionale: «Però, giusto per precisare, in termini di disponibilità di vaccini per i bambini e i giovani che vacciniamo in generale, ne abbiamo in abbondanza. Non è necessario che le persone acquistino il vaccino privatamente, anche se, inevitabilmente, alcune persone scelgono di farlo».