Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  marzo 18 Mercoledì calendario

Maria Rosaria Boccia a processo per truffa

È slittato l’appuntamento in tribunale per Maria Rosaria Boccia, chiamata a rispondere di un’ipotesi di reato di truffa per un affare mai andato in porto. La vicenda affonda le radici nel dicembre del 2021, periodo in cui l’imputata avrebbe convinto un conoscente di lunga data, un dipendente della provincia di Pisa, a impiegare il proprio capitale in una promettente iniziativa commerciale: un locale con vista panoramica sul Golfo di Napoli. Stando alle accuse, tuttavia, tale operazione immobiliare sarebbe stata priva di fondamento e la donna, dopo aver incassato la somma pattuita, non avrebbe mai provveduto al rimborso.
Oltre alla condotta fraudolenta, le viene contestata l’aggravante di aver causato un danno economico di notevole portata. Era già emersa alcuni mesi fa l’esistenza di un fascicolo a suo carico, indiscrezione che spinse il procuratore di Pisa a confermare la notizia nell’ottobre 2024, senza però entrare nello specifico e i particolari del dossier erano rimasti finora confinati nel riserbo. L’attività investigativa è stata condotta finora con estrema cautela, complice l’improvvisa esposizione mediatica che ha travolto Boccia proprio nel 2024 a seguito del caso Sangiuliano, vicenda che l’ha vista finire sotto la lente della magistratura per altri motivi.
L’uomo ha riferito di aver agito sulla base di un rapporto di fiducia consolidato, convinto anche dai riferimenti fatti da Boccia a terzi soggetti influenti e facoltosi che avrebbero dovuto garantire la solidità dell’affare. Spinto dall’urgenza di concludere l’operazione in tempi brevi, l’uomo avrebbe quindi eseguito un bonifico istantaneo a favore della donna, salvo poi rendersi conto di alcune criticità.
Il decreto ingiuntivo per la restituzione dei 30mila euro (più interessi) non ha avuto seguito e si è arrivati all’udienza di ieri, poi spostata. “Dalle visure patrimoniali ci risulta che la signora Boccia sia nullatenente”, aveva detto qualche tempo fa l’avvocato del denunciante a Le Iene.