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 2026  marzo 18 Mercoledì calendario

Musk rivoluziona la sua xAI e sfida Altman in tribunale

Dicesi hardcore, nel vocabolario di Elon Musk, uno di quei momenti in cui va messo in campo uno sforzo estremo – suo e di chi lavora per lui – per risollevare un’azienda che non funziona. Corrisponde perfettamente alla definizione la ristrutturazione che l’imprenditore più ammirato e controverso del mondo ha appena decretato in xAI, la società in cui ha fatto confluire le parole della ex Twitter e i pensieri di Grok, la sua intelligenza artificiale, e che poi ha fuso con i razzi spaziali di SpaceX. Il motivo? Nella folle corsa a dominare l’IA non riesce a tenere il passo dei fuoriclasse, i grandi (e odiati) rivali Google, OpenAI e Anthropic. E lui quella corsa la vuole vincere a tutti i costi.
Dentro le forze speciali allora, come sempre in questi casi, cioè fidatissimi e fedelissimi manager di Tesla e di SpaceX paracadutati per risolvere i problemi di xAi. E fuori parte dei dipendenti della startup, colpevoli di non aver fatto abbastanza per creare algoritmi all’altezza, specie nel campo della programmazione e degli strumenti professionali in cui Anthropic è emersa prepotente. In questo repulisti hanno lasciato – o sono stati spinti a lasciare – anche due cofondatori come Zihang Dai e Guodong Zhang: degli 11 originari che nel 2023 crearono xAi con Musk ne restano così appena due.
Si tratta, ha detto Musk, di «ricostruire» l’azienda dell’IA «dalle fondamenta». E di farlo in fretta, visto che l’obiettivo è portare in Borsa l’intera SpaceX entro il secondo trimestre dell’anno, in quella che si annuncia essere la più grande offerta iniziale della storia, ben sopra i mille miliardi di dollari e forse non lontana dai duemila. Una sfida davvero hardcore, considerati i ritardi di Grok rispetto a Gpt, Claude o Gemini e il livello estremo di concorrenza – per i fondi, i talenti, la potenza di calcolo – nel settore più caldo che c’è.
Nel frattempo, per aggiungere altra carne al fuoco, Musk continua a portare avanti anche la sua faida legale contro l’ex amico Sam Altman e OpenAI, la startup che contribuì a fondare e che ora accusa di aver tradito la sua missione originaria no profit. La prima udienza è prevista in California tra poco più di un mese e Musk chiede danni per 134 miliardi di dollari, cifra astronomica frutto di un calcolo da molti giudicato fantasioso. Se dovesse vincere, ha scritto ieri l’uomo più ricco del mondo, patrimonio da 835 miliardi di dollari, lascerebbe l’intera somma in beneficenza.