corriere.it, 18 marzo 2026
Fusioni, la mossa Ue per favorirle: stretta sul golden power
Per avere una vera Unione del risparmio e degli investimenti, l’Europa ha bisogno di banche forti, che abbiano una dimensione tale che consenta loro di essere competitive sul piano internazionale, la Commissione europea lo ha ribadito più volte. Le fusioni transfrontaliere vanno in questa direzione, ma sempre più spesso incontrano resistenze da parte dei governi nazionali, come dimostra il caso Unicredit-Banco Bpm ma non solo. Proprio per limitare gli interventi dei governi nazionali, l’Unione europea starebbe pensando di rivedere le regole comunitarie sulle fusioni. A riportare la notizia è il Financial Times.
«Sebbene questi interventi siano consentiti dai trattati e dal regolamento sulle fusioni per ragioni come la sicurezza nazionale, in alcuni casi potrebbero aver ostacolato inutilmente la possibilità di fare scala», si legge in un documento di discussione della Commissione Europea visto in anteprima dal Financial Times. «Le linee guida riviste potrebbero quindi chiarire in quali circostanze questi interventi sono giustificati, creando così maggiore certezza per le imprese», prosegue il documento, che sarà discusso mercoledì 18 marzo.
L’obiettivo è evitare che il ricorso al golden power diventi la prassi e si ripetano casi come quello Unicredit-Commerzbank e Unicredit-Banco Bpm. Nel primo caso è la Germania ad essersi opposta all’acquisizione di Commerzbank da parte di Piazza Gae Aulenti. Mentre il governo italiano ha fatto ricorso al golden power per impedire a Unicredit di acquisire il controllo di Banco Bpm.
A novembre 2025 la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione contro Roma proprio sull’uso del golden power, ritenendo le restrizioni imposte alle operazioni societarie incompatibili con il diritto dell’Unione. -«Per rendere l’Unione del risparmio e degli investimenti un successo, abbiamo bisogno di banche forti, perché sono intermediari chiave nei mercati dei capitali», ha dichiarato nei giorni scorsi un portavoce dell’esecutivo Ue. «Nell’Unione abbiamo un settore bancario forte e diversificato, ma le nostre banche non hanno raggiunto una scala sufficiente per essere competitive sul piano internazionale», ha aggiunto. «In generale, il consolidamento nel settore bancario attraverso fusioni domestiche e transfrontaliere contribuirebbe a migliorare l’efficienza e la redditività delle banche».
I leader dei 27 Paesi membri discuteranno della possibilità di rivedere le regole sulle fusioni durante il Consiglio Europeo, che si riunirà a Bruxelles giovedì 19 e venerdì 20 marzo. Nella lettera ai capi di stato e di governo, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, spiega che le nuove regole «supporteranno fusioni che consentano di fare scala, incoraggino l’integrazione del mercato unico e favoriscono gli attori paneuropei». Von der Leyen ha precisato che le fusioni continueranno a essere esaminate per evitare la creazione di «monopoli o oligopoli».