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 2026  marzo 18 Mercoledì calendario

Gli inquinamenti fanno soffrire il cuore

I recenti dati Eurostat documentano come nel 2023 nell’Unione Europea si siano registrati 4,84 milioni di decessi: un terzo per malattie cardiovascolari, quasi un quarto per tumori e circa l’8 per cento per patologie respiratorie, con l’Italia leggermente sotto la media Ue per mortalità cardiocircolatoria ma cuore, polmoni e cancro del polmone si confermano essere i principali killer. Su questo scenario si innesta l’allarme lanciato da un nuovo documento della Società Europea di Cardiologia che estende per la prima volta l’elenco dei fattori ambientali responsabili del rischio cardiovascolare, includendo, oltre allo smog, l’inquinamento acustico e luminoso, le microplastiche e le ondate di calore, un vero «cocktail tossico» che ogni anno è responsabile complessivamente di oltre 5,5 milioni di morti per problemi cardiaci in tutto il mondo. Secondo i dati epidemiologici più recenti in Europa lo smog da solo provoca più di 2 milioni di decessi annui per infarto e ictus, riducendo in media di oltre due anni l’aspettativa di vita, mentre l’esposizione cronica al rumore da traffico è associata a un aumento fino all’81 per cento del rischio di ipertensione per ogni 10 decibel in più, mentre l’eccesso di luce notturna causa circa 10 mila morti cardiache l’anno. Il caldo estremo, ormai riconosciuto come nuovo fattore di rischio cardiovascolare, fa salire in Europa la mortalità cardiaca di oltre il 2 per cento per ogni grado sopra i 20-22°C, con circa centomila decessi cardiovascolari annui a livello globale; infine le microplastiche presenti in aria, acqua e alimenti, sono associate a un incremento fino al 20 per cento del rischio coronarico e di pneumopatie. Cardiopatie, malattie respiratorie croniche e tumore del polmone – che in Italia resta la prima causa di morte per cancro, responsabile di quasi un quinto dei decessi oncologici — condividono dunque gli stessi fattori di rischio ambientali e comportamentali. La prevenzione deve svilupparsi su due livelli: misure pubbliche strutturali, come ZTL, low emission zones, mobilità sostenibile, riduzione delle emissioni domestiche e agricole, barriere antirumore e contenimento dell’inquinamento luminoso, oltre a scelte individuali più sane, dallo smettere di fumare all’uso di filtri e purificatori d’aria, proteggendosi anche dal rumore e dall’inquinamento luminoso. Solo così potremo prevenire nei prossimi anni migliaia di infarti, ictus, ricoveri respiratori e nuovi tumori.