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 2026  marzo 18 Mercoledì calendario

Bucci: «Nessuna blacklist sulla stampa». Il giallo del file

«Si parla di un’attività oscura, clandestina e intimidatoria. Si evoca un abuso di potere. Si insinua un comportamento incompatibile con le istituzioni. Tutto questo molto semplicemente non è mai accaduto. Noi siamo parte lesa in questa vicenda».
Il governatore della Liguria Marco Bucci, da giorni nell’occhio del ciclone a causa dei presunti «dossier» confezionati per contestare la linea (sgradita) del Secolo XIX, intervenendo in Consiglio regionale tenta il contropiede, per provare a uscire da questa insidiosa bufera politica. «Questo caso non esiste – aggiunge Bucci davanti a maggioranza e opposizione —. È stata costruita una narrazione che attribuisce a me, al mio staff di comunicazione (guidato dall’ex cronista de Il Giornale Federico Casabella, ndr) e alla Regione Liguria comportamenti illeciti, scorretti o addirittura intimidatori. Non c’è nulla di tutto questo. Non ci sono dossieraggi. Non esistono “blacklist” di giornalisti, non esistono vari metodi occulti. Non esiste alcuna attività organizzata volta a condizionare l’informazione».
Per il governatore, ex sindaco di Genova, «il punto politico è molto chiaro: se segnalare un articolo ritenuto non equilibrato diventa dossieraggio, allora qualsiasi amministrazione di questo Paese sarebbe colpevole. E ripeto, alzi la mano chi non ha mai mandato un’osservazione critica a un giornale, ma non è così».
In realtà, quelle inviate da Bucci e dal portavoce Casabella non erano proprio mere «osservazioni», ma documenti molto dettagliati in cui si facevano rilievi su titoli, scelta delle foto e addirittura delle didascalie; le puntute osservazioni erano spesso focalizzate contro Silvia Salis, diventata sindaca di Genova per il Campo largo dopo aver sconfitto Pietro Piciocchi, fedelissimo di Bucci. E soprattutto queste «osservazioni» non venivano recapitate solo a Michele Brambilla, direttore dello storico quotidiano di Genova, ma direttamente anche all’editore Pier Francesco Vago, amministratore delegato di Blue media, società editrice posseduta da Gianluigi Aponte, il più grande armatore del mondo e proprietario di Msc.
Il Fatto quotidiano, ieri, ha rivelato che uno dei documenti contenenti le contestazioni al Secolo XIX risulta essere stato scritto con il computer del lobbista Alfonso Lavarello che in passato, grazie all’amicizia con Fidel Castro, riuscì a riaprire Cuba alle crociere e che oggi continua ad avere forte peso politico a Genova, anche grazie alle sue relazioni con Aponte e il medesimo Bucci. Da segnalare che questo documento viene recapitato all’editore pochi giorni dopo che il direttore Brambilla aveva deciso di rompere i rapporti con il governatore, giudicando le sue pressioni come «inaccettabili».
Intanto l’opposizione di centrosinistra presenterà un esposto alla Corte dei conti «in cui si condanna fermamente ogni forma di attività di monitoraggio, pressione, condizionamento o delegittimazione nei confronti di testate giornalistiche e giornalisti posta in essere attraverso uffici, strutture o risorse dell’amministrazione pubblica regionale». Il direttore Brambilla, infine, chiosa: «Lascio la palla alla magistratura», dopo aver querelato il portavoce Casabella per diffamazione a mezzo stampa.