Corriere della Sera, 18 marzo 2026
Trump: «Stiamo stravincendo» e critica ancora gli alleati
Andiamo alla grande nella guerra. Stiamo stravincendo», ha detto il presidente Donald Trump ieri mattina in una breve telefonata con il Corriere.
Era il giorno dopo il rifiuto da parte di diversi Paesi della Nato, inclusa l’Italia, di inviare navi per contribuire alla riapertura dello Stretto di Hormuz, ma il presidente si è mostrato sicuro. «Francamente, nessuno ha mai visto una cosa del genere, e non ci vorrà molto tempo».
Poco dopo, Trump ha pubblicato un messaggio sul suo social Truth a proposito dell’aiuto negato agli Stati Uniti dagli «alleati» della Nato (alleati tra virgolette): «Ci hanno informato che non vogliono essere coinvolti nella nostra Operazione militare (…) Non mi sorprende, visto che noi li proteggiamo, e loro non fanno niente per noi, specie quando ne abbiamo bisogno. (…) Ma non abbiamo bisogno del loro aiuto. NON CI SERVE L’AIUTO DI NESSUNO».
In una successiva conferenza stampa nello Studio Ovale in compagnia del Taoiseach (il capo del governo irlandese) Micheál Martin in visita per San Patrizio, Trump non ha nascosto la sua delusione: ha affermato di non aver fatto pressioni davvero forti sui Paesi della Nato per l’Iran, ma ha descritto il loro rifiuto di unirsi all’operazione per riaprire Hormuz come il fallimento di una prova di lealtà. «Noi abbiamo aiutato con l’Ucraina e loro non aiutano con l’Iran», ha detto il presidente. «Tutti gli alleati della Nato erano molto a favore di quello che abbiamo fatto, pensavano che fosse importante rimuovere la minaccia nucleare dell’Iran e noi l’abbiamo fatto in modo potente, e abbiamo tolto di mezzo la Marina (iraniana ndr) e le loro forze armate sotto ogni aspetto.... perciò a Nato sta facendo un errore molto sciocco. E l’ho sempre detto: chissà se la Nato ci sarà per noi. Questo era un grande test, perché non abbiamo bisogno di loro ma avrebbero dovuto esserci». Trump ha ripetuto: «Hanno detto che l’Iran era una minaccia, ma poi non sono pronti ad aiutare» e «Mi hanno chiamato per congratularsi... uno penserebbe che avrebbero mandato un paio di cacciamine...».
Nel pomeriggio, quando i festeggiamenti per San Patrizio si sono spostati al Congresso, il presidente americano ha detto che il conflitto in Iran finirà «in un paio di settimane, non molto più a lungo...». Ma deve formulare un piano per riaprire lo Stretto di Hormuz. A una domanda su quali Paesi si stiano unendo alla coalizione, ha risposto elogiando Qatar, Emirati, Arabia saudita, Bahrein oltre a Israele. A una reporter che gli ha chiesto se intenda «ripensare» il rapporto con la Nato, ha replicato che «quando non ci aiutano questo è certamente qualcosa a cui dovremmo ripensare» e ha aggiunto: «Non ho bisogno del Congresso per questa decisione». Ma poi ha concluso: «Non ho nulla in mente attualmente».
Il viaggio in Cina (altro Paese al quale Trump aveva chiesto aiuto per Hormuz) è posticipato di cinque o sei settimane (tra aprile e maggio). «Con la Cina la storia è diversa», ha detto però il presidente. «I rapporti sono buoni, economicamente ottimi... Non velo l’ora di incontrare il presidente Xi e anche lui non vede l’ora di vedere me, credo».
Già lunedì Trump si era detto deluso del fatto che, dopo aver aiutato per 40 anni i Paesi della Nato, non tutti si mostravano «entusiasti» di scendere in campo al fianco degli Stati Uniti, ma aveva aggiunto che «alcuni Paesi stanno arrivando». Al presidente francese Macron aveva dato lunedì un voto di 8 su una scala da 0 a 10, sulla base di una telefonata che avevano avuto domenica, ma ieri ha detto semplicemente: «Sarà presto fuori dal governo».
A un certo punto è stato il Taoiseach Martin a intervenire in conferenza stampa per elogiare Keir Starmer, il premier britannico criticato da Trump. Martin si è detto sicuro che alla fine «i leader europei e l’amministrazioene Usa arriveranno ad un approdo». Il presidente americano aveva già risposto a una telefonata del Corriere il 7 marzo scorso, poco prima di accogliere in Delaware le salme dei sei soldati americani uccisi da un attacco iraniano in Kuwait, e aveva espresso un forte apprezzamento per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e anche per la sua disponibilità ad aiutare in questa guerra, dopo l’inivio di aiuti a Cipro. «Amo l’Italia, penso che sia una grande leader», ha detto Trump della premier italiana. «Cerca sempre di aiutare, è un’ottima leader ed è una mia amica».