Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  marzo 16 Lunedì calendario

Meningite, allarme nel Regno Unito

Unito, per un focolaio di ceppo non ancora determinato registrato fra la University of Kent (nell’omonima contea) e una scuola superiore vicina, a Faversham, attorno a Canterbury. Le autorità sanitarie britanniche della UK Health Security Agency (Ukhsa) hanno reso noto ieri sera che due giovani sono morti a causa dell’infezione, uno studente 21enne dell’ateneo e un 18enne all’ultimo anno di scuola; mentre altri 11 sono ricoverati in condizioni serie in ospedale per «sindrome da meningococco» degenerata talora in setticemia.
Scatta il piano profilassi
Allo scopo di contenere i rischi, le stesse autorità hanno annunciato, d’intesa con il governo, controlli precauzionali a vasto raggio in tutta l’area interessata. Finora «più di 30.000 persone sono state contattate» e invitate a sottoporsi a esami preventivi. I medici del servizio sanitario nazionale (Nhs) stanno lanciando appelli a tenersi «informati senza farsi prendere dal panico», evocando al momento uno scenario circoscritto. Secondo la Bbc, fra i residenti della zona c’è il sospetto che il batterio possa essersi diffuso in un nightclub frequentato da giovani, dove risulta abbiano fatto festa nei giorni scorsi alcuni degli studenti poi ricoverati.

Sintomi e mortalità
La meningite si manifesta con un esordio fulmineo caratterizzato da febbre alta, forte cefalea e la tipica rigidità nucale, spesso accompagnate da nausea e fotofobia. Il rischio clinico è altissimo: senza un intervento tempestivo, l’infiammazione delle membrane cerebrali può causare danni neurologici permanenti, perdita dell’udito o amputazioni. Nei casi più gravi, l’infezione evolve in sepsi letale nel giro di poche ore, rendendo la diagnosi precoce l’unico vero spartiacque tra la guarigione e l’esito fatale