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 2026  marzo 16 Lunedì calendario

Il Cai contro il decreto sicurezza riguardo ai coltelli

Il nuovo decreto sicurezza potrebbe cambiare radicalmente il modo di vivere la montagna. Il testo di legge entrato in vigore il 25 febbraio vieta infatti di portare con sé qualsiasi coltello dotato di blocco che abbia una lama superiore ai 5 centimetri, includendo anche modelli poco più grandi dei classici coltellini svizzeri, molto usati da chi frequenta boschi e montagne.
Una misura che per i promotori del decreto punta a ridurre la circolazione di armi tra giovani e giovanissimi e contrastare il «fenomeno delle baby gang», che sempre più spesso porta a risse e accoltellamenti soprattutto di notte, ma che nei fatti vieta anche a qualsiasi escursionista o cercatore di funghi di avere uno strumento utile anche solo per estrarre un porcino senza rovinare il terreno sottostante.
Resta consentito portare con sé coltelli con lama fissa fino agli otto centimetri, che però non potendosi richiudere rischiano di essere potenzialmente più pericolosi rispetto ai modelli a scatto o pieghevoli.
Il decreto prevede la reclusione fino a tre anni e un’ammenda da mille a 10mila euro, a cui si può aggiungere la sospensione della patente di guida e del porto d’armi. Se poi a essere fermato in possesso di un coltello è un minore, le sanzioni amministrative (da 200 a 1000 euro) possono ricadere sui suoi genitori. Il porto di coltelli o strumenti con lama fissa superiore a 8 cm viene invece punito con un’ammenda e la reclusione da 6 mesi a 3 anni.
La legge esclude il concetto di “giustificato motivo”, ossia un elenco di casi in cui è ammesso portare fuori casa un coltello “vietato”, come attività lavorative o sportive (in cui rientrerebbero le escursioni nei boschi).
La misura ha sollevato diverse perplessità, espresse dal presidente del Cai dell’Alto Adige, Carlo Alberto Zanella, che vi si è duramente schierato contro: «È un’assurdità, perché questi coltelli sono utilissimi per chi si muove nella natura e possono salvare vite».
Se sulla carta, infatti, il decreto mira ad aumentare la sicurezza dentro e fuori dalle città, rischia con questa norma di togliere a chi vive la montagna un oggetto fondamentale in situazioni di pericolo. Il presidente del Cai ha fatto presente che questo tipo di coltello è utile a tagliare un laccio in caso di sanguinamento, a intervenire sulla ferita provocata dal morso di una vipera o a liberare un animale, come un capriolo, rimasto intrappolato nelle recinzioni elettriche dei pascoli.
«Ancora una volta si decidono delle cose, senza saperle e senza ascoltare gli esperti», ha commentato, auspicando che venga avanzata una proposta di modifica al decreto, che specifichi delle casistiche, come quella in questione, in cui le pene e le sanzioni finora previste non vengano applicate.