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 2026  marzo 16 Lunedì calendario

Flotilla verso Cuba, in partenza una delegazione europea dall’Italia. A bordo anche Lucano e Salis

Più di venti tonnellate di aiuti umanitari, generatori, farmaci e kit medici raccolti in tutto il mondo dalle delegazioni del Nuestra America Convoy, il convoglio umanitario messo in piedi a sostegno dell’isola schiacciata dall’embargo energetico voluto dagli Usa, raggiungeranno Cuba il 21 marzo.
Sulle orme della Flotilla, una nave partirà nei prossimi giorni da Cancun, in Messico, con rotta verso l’isola, ma anche dall’Europa si muove una delegazione. L’appuntamento è per domani, 17 marzo, a Roma e Milano, da dove partiranno in aereo rappresentati di partiti, associazioni, sindacati, ma anche medici, infermieri e volontari di tredici nazionalità. Fra gli italiani, anche Mimmo Lucano e Ilaria Salis, eurodeputati di Avs, insieme ai colleghi Emma Fourreau di La France insoumise ( LFI ) e Marc Botenga del Partito del Lavoro del Belgio.
“Partiamo prima di tutto per portare aiuti a una popolazione stremata da un embargo illegale – spiega Salis – Questa missione però non ha solo un senso umanitario, ma politico: come è stato per la flotilla a Gaza, andiamo lì anche per mettere i governi davanti alle proprie responsabilità perché l’Italia e l’Ue non devono essere complici dell’ennesima nefandezza degli Usa”.
Donald Trump non sembra avere alcuna fretta di avviare il dialogo annunciato dal presidente cubano Miguel Diaz Canel. Dall’Air Force One ha fatto sapere oggi che “prima ci occuperemo dell’Iran”, quindi Cuba dovrà aspettare. Ma la popolazione ormai stremata non sembra avere né tempo, né margini per attendere i tempi della Casa Bianca.Il programma di progressivo razionamento della poca energia che l’isola è in grado di produrre autonomamente, con il passare delle settimane e l’esaurirsi delle riserve si è trasformato in sempre più lunghi e frequenti black out che non solo hanno messo a rischio servizi essenziali, come quelli ospedalieri, scolastici e di assistenza di base, ma anche la produzione e distribuzione di alimenti.
“Trovare pezzi di ricambio per macchine salvavita come quelle necessarie per la dialisi è sempre più complicato, se non impossibile”, dice Enrique Castro, caposala di Nefrologia all’Ospedale di La Avana, “un reparto in cui sto da trent’anni e che considero come casa mia”. Per camminare le macchine hanno bisogno di corrente, come le pompe per infusione del reparto pediatrico del centro oncologico, spiega la dottoressa Mariuska Forteza Saez. “In questo modo l’accesso venoso necessario per somministrare la chemioterapia ai bambini è sempre più complesso”. E si tratta di terapie vitali.
Ecco perché il carico umanitario che raggiungerà l’isola insieme a diverse organizzazioni internazionali è ossigeno necessario. A bordo di uno speciale aereo charter carico di beni umanitari, nella stiva della nave e nei carichi che diversi delegati porteranno dall’Europa ci sono beni di prima necessità e medicine, generatori e pannelli solari, farmaci anticancro ormai spariti sull’isola. In meno di un mese, in ogni Paese e in diversi continenti le diverse delegazioni sono riuscite a mettere insieme carichi “insperati”, dicono gli organizzatori.
Dall’Europa arrivano quattro tonnellate di farmaci raccolte in larga parte nell’ambito della campagna Let Cuba Breath, un’altra mezza tonnellata l’ha messa insieme il Frente Brasileño de Solidaridad con Cuba, quintali di beni di prima necessità sono partiti da Irlanda, Gran Bretagna, Turchia, Argentina, Francia, Messico e Stati Uniti, più di 400mila dollari di aiuti, inclusi alimenti speciali per neonati e prima infanzia e mezzo milione di dollari in generatori, pannelli solari, power bank solari e sistemi di illuminazione alternativa viaggeranno in stiva da Cancun.
“Dal movimento globale che ha lottato per porre fine all’apartheid in Sud Africa fino alle flottille che sono salpate contro l’assedio di Gaza, la solidarietà internazionale è servita come risposta all’ingiustizia globale”, spiega dagli Stati Uniti, dove il Nuestra America Convoy ha mosso i primi passi, David Adler, coordinatore dell’Internazionale progressista ed ex membro di una delle barche che ha tentato di rompere l’assedio a Gaza nell’autunno scorso. “Questa missione ha come obiettivo quello di portare aiuti umanitari ma anche un messaggio al popolo cubano: ‘non siete soli’”.

In Italia la mobilitazione è stata importante. Alla raccolta di aiuti hanno partecipato sindacati come Usb e Cgil, associazioni studentesche come Osa e Cambiare rotta e di lavoratori, come il collettivo di fabbrica della Gkn, che negli anni di lotta contro la svendita dell’azienda è diventato un polo politico e culturale alternativo, partiti come Avs, Rifondazione Comunista, Potere al popolo, associazioni e comitati. “Laddove i governi e le istituzioni internazionali non riescono a far rispettare il diritto internazionale, è giusto e legittimo – fanno sapere da Avs – mettersi in marcia per mare, per terra e per cielo per ribadirlo. A Gaza come a Cuba”.