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 2026  marzo 16 Lunedì calendario

Mattia Novellini è il miglior venditore di Folletto del 2025

C’è chi entra nelle case con il passo del tecnico, chi con la prudenza del venditore. E poi c’è Mattia Novellini. Quarantunenne mantovano, ex chef con 15 anni di cucine e ritmi da ristorante sulle spalle, nel 2018 è stato folgorato sulla via dell’igiene domestica: un agente Folletto bussa a casa, lui compra, poi la vita lo porta altrove – Spagna, Svizzera, mezza pianura padana ai fornelli – e si dimentica di finalizzare l’acquisto. Quando mesi dopo si vede restituire i 20 euro di acconto si stupisce della serietà dell’azienda (la tedesca Vorwerk, che quest’anno compie 88 anni di presenza in Italia con il Folletto). Allora, richiama l’agente, fa un colloquio, tentenna, poi si butta e diventa venditore porta a porta. Da allora non si è più fermato.
Nel 2025, percorrendo una media di 100-120 chilometri al giorno in auto e 18 mila passi quotidiani, ha venduto 1.692 apparecchi, più di 4 al giorno e sufficienti per prendersi lo scettro di miglior agente Folletto d’Italia. Non male per uno che, nel frattempo, sogna le luci della ribalta e confessa candidamente di voler fare, un giorno, l’attore. Del resto, tra un campanello, una soglia di casa e un palcoscenico, racconta, il confine è meno netto di quanto sembri: “bisogna entrare in scena, capire il pubblico, avere presenza, reggere il ritmo, improvvisare e, soprattutto, convincere”.
Cosa ha studiato il migliore agente d’Italia?
Cucina all’alberghiero di Valeggio sul Mincio. Per anni, ho fatto lo chef. Mi piaceva il mio lavoro, ma a un certo punto ho sentito che non mi stava più dando la possibilità di emergere davvero. Quando mi hanno proposto di diventare venditore del Folletto avevo qualche dubbio: al primo colloquio ho detto pure di no. Il porta a porta mi metteva qualche dubbio. Poi, ho gettato il cuore oltre l’ostacolo.
E con gli aspirapolvere ha trovato quello che cercava?
Sì. Quella del Folletto è un’azienda seria, ha un prodotto forte e un metodo di lavoro, quello del porta a porta che è presente solo in Italia (all’estero usano il passaparola), che mi ha permesso di tirare fuori tutte le mie qualità.
Ecco, parliamo allora del «metodo Folletto»…
L’obiettivo, ovviamente, è acquisire il cliente, far emergere in lui un bisogno che spesso ignorava di avere. Per presentarsi davanti a una persona che non ti conosce devi creare empatia e con delicatezza far capire che se anche crede di avere la casa pulita, in realtà spesso non è così: io entro e dimostro che non è colpa sua, semplicemente non ha gli strumenti giusti.
Tradotto in numeri: su dieci dimostrazioni quante vendite chiude in media?
La media è di tre o quattro ordini ogni dieci dimostrazioni.
E su dieci campanelli suonati, in quanti la fanno entrare? Sia onesto…
In media uno su tre. Ma io parto avvantaggiato: se dici «Folletto» sanno praticamente tutti di cosa parli e sono meno diffidenti. Per chi propone altri prodotti è molto più difficile.

Com’è la sua giornata tipo?
Alle 9 gli agenti dell’area si trovano insieme al recapito, che può essere un bar o una piazza. Il capogruppo assegna le zone, dà il materiale, si guardano l’andamento delle vendite, si fa il punto. Poi ciascuno va nel proprio settore. A pranzo ci si ritrova, si condividono le situazioni, ci si aiuta. E verso sera si fa un altro punto, anche per sostenere chi è all’inizio.
C’è molta pressione?
Io la pressione me la metto da solo. Dal mio capogruppo ho sempre sentito sostegno, mai oppressione. È importante avere alle spalle persone che ti aiutano davvero.
Come venditore porta a porta è andato bene fin da subito?
Sì, e sinceramente non me l’aspettavo. A giugno 2018 ho venduto 30 apparecchi accompagnato dal capogruppo. Il secondo mese, da solo, erano 29. Ma l’exploit è arrivato a settembre.
Quantifichiamo l’exploit...
Ho portato a casa ordini per 220 apparecchi. Ma è nel 2025, tra agosto e settembre, che ho battuto il record della mia area geografica con 570 apparecchi.
Settembre, insomma, è il suo Sanremo…
Più o meno sì. Ma lo è per tutti gli agenti Folletto.
Perché? Non credo che a settembre la gente abbia voglia di aspirare polvere di più rispetto al resto dell’anno…
Settembre è il mese più importante per l’azienda, quello in cui si spinge di più. Per noi agenti ci sono incentivi, premi, viaggi, record da battere. Quel mese cambia qualcosa dentro di te: hai più motivazione, più fame, più spirito competitivo. Sei in uno stato mentale diverso. E i clienti lo percepiscono.


Alla fine, in 8 anni di carriera, quanti apparecchi ha venduto?
Circa 8 mila.

Sembra tutto fantastico, ma in Morte di un commesso viaggiatore Arthur Miller ci ha insegnato che la vita del venditore porta a porta è fatta di cinghie tirate…
Non è il mio caso: l’anno scorso ho guadagnato 4 mila euro netti al mese. Certo, è una media, perché a gennaio, per esempio, sono stato tutto il tempo in ferie.

Ma per fare 4 mila euro al mese quante ore lavora?
Noi lavoriamo a provvigione e quanto guadagniamo dipende da tante variabili: dalla tipologia dell’ordine al tempo che ci dedichi. All’inizio stavo intorno ai 2 mila euro netti al mese. Poi, puntando al primo posto, ho aumentato la mole di lavoro e ho raddoppiato. Di fatto sono un libero professionista: decido io quanto tempo voglio dedicare al mio lavoro. È una delle cose che mi ha conquistato: da cuoco avevo orari pesantissimi, qui se voglio prendermi una pausa, posso farlo. Poi certo, se non lavori non guadagni. Io ci dedico parecchio tempo, fino anche a 10 ore al giorno. L’anno scorso ho lavorato praticamente 7 giorni su 7.
Anche la domenica?
Solo di mattina, giusto per chiudere qualche contratto rimasto in sospeso…

Se mi dice che la gente le apre la porta di domenica mattina non le credo…
Io attacco alle 9:30. E sì, aprono, ma tutto dipende da come ti poni, anche lì conta lo stile.
Sintetizzi in tre parole il suo stile…
Simpatia, divertimento, autostima. Il metodo del Folletto è collaudato e importante, ma all’inizio non vendi l’aspirapolvere: vendi te stesso.
Cioè?
Se sei troppo serio, troppo impostato, la gente si chiude. Se invece sorridi, fai una battuta, abbassi la tensione, entri meglio in sintonia. Bisogna tirare fuori il bambino che c’è in noi.
Ma cosa fa la differenza?
La forza di volontà. Se mi metto in testa un obiettivo, lo raggiungo. Amo la competizione, con me stesso e con gli altri. Non è la prima volta che ci provo ad arrivare primo: nel 2019 sono stato il settimo d’Italia, nel 2021 secondo, nel 2023 quarto. Questa volta volevo il primo posto, e l’ho preso.
Ha una battuta da campanello che usa spesso?
Dipende da chi ho davanti. A volte mi limito a un: «Eccomi, sono arrivato»; ma la mia preferita è: «Sono il postino del pulito».
E aprono davvero la porta? Forse la faccia da bravo ragazzo aiuta…
Penso di sì, però da sola non basta. Serve anche saper ridere, scherzare, essere naturale. Conoscere il proprio talento.
Il suo “stile” le fa vendere più facilmente alle donne?
Storicamente le donne sono più coinvolte nel tema della pulizia domestica e nella decisione finale. Ma dipende sempre dalla situazione. Ho venduto anche a tanti uomini single senza problemi.
Qual è l’ostacolo psicologico più grande da superare?
Non prendere il “no” sul personale. Il no non è contro di me: è figlio della situazione, del momento, della diffidenza, di altro. Se ti fai ferire da ogni rifiuto, questo lavoro non lo fai.
E allora come si aggira il no?
Parlando d’altro. Magari non del prodotto, ma del giardino, della casa, del cane. Oppure sdrammatizzando: “Dai, mi fa un caffè?”. D’estate anche solo chiedere un bicchiere d’acqua può creare un contatto. Da lì, spesso, nasce tutto.
Quanto conta la zona in cui si lavora?
Molto. L’anno scorso ho lavorato tra Mantova e Brescia, e per tre mesi mi sono trasferito in Valtrompia. Ho trovato persone più aperte, più disponibili. Non vuol dire che la zona faccia il venditore, ma ci sono territori più adatti a un certo stile.
Più facile vendere a una casalinga in un condominio o al proprietario di una villa?
Paradossalmente, per la mia esperienza, è più facile entrare in connessione con persone che vivono in contesti più semplici. Ti aprono la porta con più facilità.
La vendita più memorabile?
A dicembre, in un agriturismo a Vermiglio. Ho parlato con la titolare, è venuto fuori che avevo fatto il cuoco, siamo entrati subito in sintonia. Sono andato a prendere il campionario in macchina, le ho fatto una dimostrazione e in venti minuti ho piazzato il set completo: 5 mila euro di ordine.