corriere.it, 16 marzo 2026
Il risiko in corso dell’editoria italiana
Nell’ultimo anno, dopo una lunga fase di sostanziale immobilismo, il settore dell’editoria italiana è tornato a muoversi con grande intensità, dando vita a una sorta di risiko tra editori e investitori. In primavera il gruppo guidato da Francesco Gaetano Caltagirone (editore, tra gli altri, de Il Messaggero, Il Mattino e Il Gazzettino) ha iniziato ad acquistare azioni di Class Editori, la casa editrice di MF-Milano Finanza. L’operazione ha portato alla costruzione di una partecipazione compresa tra il 5 e l’8 per cento, con l’obiettivo di ottenere un posto nel consiglio di amministrazione, tentativo che però non è andato a buon fine. La società editoriale milanese vale oggi in Borsa circa 45 milioni di euro.
Nello stesso periodo la Sae – Società Athesis Editrice guidata da Alberto Leonardis – che già controlla testate come Il Tirreno, La Nuova Sardegna, La Nuova Ferrara e le Gazzette di Modena e Reggio – ha finalizzato l’acquisizione de La Provincia Pavese dal gruppo Gedi, controllato da Exor, la holding della famiglia John Elkann. Sempre Sae avrebbe poi raggiunto un’intesa per rilevare anche La Stampa: secondo indiscrezioni circolate negli ambienti finanziari, l’operazione si aggirerebbe attorno ai 22 milioni di euro. Nell’operazione sarebbe coinvolta anche la Federazione Italiana Tennis e Padel. Non figurerebbe però nel preliminare di vendita e potrebbe entrare solo in un secondo momento con una quota di minoranza, tramite Sportcast, la società controllata che gestisce il canale SuperTennis. L’investimento sarebbe di pochi milioni. L’operazione rafforzerebbe la strategia mediatica della federazione: con una presenza nel giornale torinese – città che ospita le ATP Finals – Angelo Binaghi avrebbe un ulteriore canale di visibilità. Sullo sfondo resta anche una possibile lettura politica: il presidente federale, forte dei successi azzurri guidati da Jannik Sinner, è ormai una figura pubblica con relazioni istituzionali trasversali, e in passato il suo nome è stato evocato anche per futuri ruoli politici, dalla guida della Sardegna fino a un eventuale approdo in Parlamento. Chissà.
Parallelamente, un altro dossier riguarda direttamente il futuro di Gedi. Sarebbe infatti in fase avanzata la trattativa che vedrebbe Exor impegnata a cedere il gruppo – che comprende la Repubblica e diverse emittenti radiofoniche – alla famiglia greca Kyriakou. Già a dicembre, tuttavia, era emersa anche l’offerta del gruppo LMDV Capital, riconducibile a Leonardo Maria Del Vecchio, che secondo indiscrezioni avrebbe messo sul tavolo circa 140 milioni di euro. Nel frattempo proprio LMDV ha completato l’acquisizione del controllo del gruppo Monrif, editore di Il Giorno, La Nazione e Il Resto del Carlino. E alcune voci di mercato – non confermate ufficialmente – indicano ora lo stesso Del Vecchio tra i possibili soggetti interessati anche a Class Editori.
Intanto arrivano nuove indiscrezioni su Gedi. Secondo quanto filtra negli ambienti finanziari, la firma dell’accordo tra Exor e il gruppo mediatico greco Antenna Group potrebbe arrivare entro una decina di giorni. La valorizzazione complessiva del gruppo editoriale italiano si collocherebbe attorno ai 100 milioni di euro, dunque una cifra più bassa delle stime circolate negli ultimi mesi. Parallelamente starebbe già prendendo forma l’assetto manageriale del possibile nuovo corso. Per la guida operativa del gruppo viene indicato il nome di Mirja Cartia d’Asero, mentre la presidenza potrebbe essere assunta direttamente da Theodore Kyriakou, patron della famiglia proprietaria di Antenna. L’obiettivo sarebbe imprimere una discontinuità nella gestione di un gruppo editoriale spesso percepito come troppo concentrato sul mercato domestico.
Il perfezionamento dell’operazione resterebbe comunque subordinato ai consueti passaggi autorizzativi delle autorità di vigilanza: il via libera dell’Antitrust e dell’Agcom. Al momento, secondo le informazioni circolate negli ambienti istituzionali, non sarebbe invece previsto l’intervento del Golden Power da parte del governo. Il nodo principale riguarda però la fase successiva all’eventuale acquisizione. Sul tavolo ci sarebbero infatti una centralizzazione delle attività industriali, una revisione dell’organizzazione interna e soprattutto un rilancio commerciale ispirato ai modelli dei grandi gruppi editoriali europei, con maggiore integrazione tra carta, digitale e radio e un rafforzamento delle strategie di ricavo.