Corriere della Sera, 16 marzo 2026
Francesca Manzini parla del Grande Fratello Vip
Spesso è ospite da Del Debbio e Nuzzi.
«Mi piace il ruolo da vox populi, tiro fuori il coraggio di dire quello che le persone comuni non sempre hanno la possibilità di dire. Non faccio calcoli, lì sono vera e autentica».
«I ricchi non ce la fanno più» è una frase che suona involontariamente comica: la ridirebbe?
«In realtà faceva parte di un discorso più ampio. Parlavo di Draghi e Monti, di una pressione fiscale e un controllo eccessivo. In tanti mi hanno fatto i complimenti».
Ora Francesca Manzini – imitatrice dalla vocalità versatile come dimostrano, tra le tante, Sabrina Ferilli, Chiara Ferragni e Asia Argento – torna al suo ruolo più naturale. È nel cast del Grande Fratello Vip, al via su Canale 5 domani in prima serata (alle 22...).
È un momento così brutto della sua carriera?
Ride: «La vivo come un’occasione, come la possibilità di un ritorno all’entertainment. Ho avuto un momento di impasse perché siamo tanti e io non sgomito. Quando la curva scende, io mi reinvento sempre per alzarla di nuovo».
Conduce Ilary Blasi, una delle sue vittime preferite.
«La chiamerò sore’. Abbiamo sempre avuto un rapporto di stima e di simpatia. Per non parlare delle stories che aveva fatto davanti alla Rolex, taggando me e Totti. Il problema è che molti pensarono che io fossi l’amante di Totti. Ho dovuto spiegare che ovviamente non era così, anche perché in casa con papà Manzini (storico team manager della Lazio, ndr) era un derby impercorribile».
Paura dei giudizi di Selvaggia Lucarelli?
«Per me lei è come l’Agenzia delle Entrate: fa paura a prescindere, anche se paghi prima, anche se c’è un concordato fiscale. Però deve stare tranquilla: i pandori non li vendo, li mangio e basta».
Quindi Cesara Buonamici è il poliziotto buono?
«Sì, ci conosciamo da tanti anni e c’è una grande stima reciproca. La “zia” è un’istituzione».
Cosa vuole ottenere dal Grande Fratello Vip?
«Vado per far sì che gli addetti ai lavori ritornino a comporre il mio numero di telefono. Mentre sogno il sogno di tutti – Sanremo —, spero possa nascere un nuovo programma per me».
«Striscia la notizia» è stata una tappa importante nella sua carriera.
«Per me è stata la consacrazione. Antonio Ricci non lo dimentico mai: mi ha dato protezione e insegnato un’arte televisiva professionale. Saremo io e te / Accussì / Sarrà pe’ sempe sì: questo è il rapporto mio con Antonio».
È vero che Mara Venier si rifiuta di parlarle?
«Ma no, anzi. Le ho appena scritto se potevo imitarla. Mi ha risposto con un cuoricino».
Ha raccontato che viveva male la ricerca dell’approvazione degli altri: ora ne è uscita?
«Da cinque anni. Dopo aver dimostrato al mio nemico-amico numero uno – che è mio padre – la persona che sono e che nella vita sono riuscita a farcela da sola. Da allora non ho avuto più l’ansia di rincorrere le persone per far loro piacere».
Perché suo padre era un amico-nemico?
«È un uomo tutto di un pezzo, d’altri tempi, ha sempre pensato che potessi non riuscire a realizzarmi. Mi diceva che dovevo trovare uno che mi proteggesse e mantenesse. Ma io non sono così: l’autonomia e l’indipendenza per me sono sempre al primo posto».
Aveva parlato anche in un libro dei disturbi alimentari di cui ha sofferto. Oggi siamo tutti ossessionati dal corpo: i filtri sui social, le punture per dimagrire...
«L’Ozempic sta diventando come il Fentanyl, è una follia. Intanto va prescritto da un medico. E se non lavori su te stesso i chili che avevi li riprendi nello stesso tempo in cui li hai persi».
Eppure tanti parlano di body positivity.
«Per me è una scemenza, è una sorta di rassegnazione. Non devi dirti: sono bella lo stesso, ma piuttosto lavorare su te stessa. È una sveglia interiore. E io lo so perché ho deciso di tornare a vivere dopo l’anoressia, quando stavo veramente per morire perché pesavo 47 chili. Ora sto bene. Paradossalmente, sono molto equilibrata».
Perché paradossalmente?
«Perché ero rinomata per essere un uragano, una folle. Oggi invece mi so dosare».