Corriere della Sera, 16 marzo 2026
Epstein i legami con Al Fayed
Gli stessi scali aeroportuali, le stesse dinamiche. Per la prima volta viene alla luce un possibile legame tra la rete di abusi di Jeffrey Epstein e quella di Mohamed Al Fayed, ex proprietario di Harrods e padre di Dodi, ultimo innamorato della principessa Diana morto con lei nello scontro stradale di Parigi dell’agosto 1997.
Sospettato da Scotland Yard di aver molestato o stuprato più di 111 donne e ragazzine, tra cui una di appena 13 anni, Al Fayed sarebbe tra gli uomini cui Epstein mandava le sue giovani vittime: questo stando alla ricostruzione di Natalie, così ribattezzata dal Sunday Times per proteggere la sua identità, che al giornale britannico ha raccontato di essere stata spedita a Saint Tropez nel 1997, sullo yacht di «una persona influente», che avrebbe potuto offrirle diverse opportunità.
Natalie aveva 19 anni, faceva la modella, sperava di fare carriera. Due anni prima era caduta nel giro di molestie e sfruttamenti sessuali di Epstein, che la teneva a sé con la velata minaccia di distruggere ogni opportunità professionale qualora si fosse allontanata. «Jeffrey conosceva gli stilisti, conosceva i fotografi, conosceva i direttori delle agenzie di moda». Era il ricatto che, stando alle sue vittime, utilizzava anche Al Fayed per assicurarsi il silenzio delle donne che molestava.
A Saint Tropez Natalie viene portata a bordo del Jonikal, lo yacht diventato celebre per le foto di Diana, in quella stessa estate. Al Fayed si presenta, «Mi chiamo Mohamed», comincia a fare battute spinte, le spiega che con lei vuole provare «qualcosa di nuovo». Natalie chiede di tornare a terra, ma le viene detto che non sarà possibile sino a quando lo yacht non attraccherà in un altro porto. «Nessuno mi aveva spiegato come quest’uomo avrebbe potuto aiutarmi. La mia impressione è che ero lì più che altro per far piacere a Jeffrey», ha detto. Sullo yacht c’erano diverse persone, ma non, sembra, Dodi o Diana. Natalie rimase a bordo solo alcune ore, quanto bastò per essere molestata. «Ricordo che in quel periodo mi aspettavo di essere trattata così. Non mi rendevo neanche conto di quello che mi stava succedendo».
Da mesi è in contatto con le altre vittime dell’ex proprietario di Harrods, morto nel 2023 a 94 anni. È disposta a testimoniare alla polizia. «Sono sicura al 1.000 per cento che fosse lui», ha raccontato. «Certe cose non si dimenticano». Stando al Sunday Times, Epstein e Al Fayed si sarebbero conosciuti attraverso Adnan Kashoggi, imprenditore, trafficante d’armi, che era il cognato del padre di Dodi e che si era rivolto a Epstein per recuperare denaro che apparentemente gli era dovuto. Il Sunday Times ha trovato le prove di pagamenti realizzati da Epstein ad Al Fayed per l’uso di scali che in Gran Bretagna usavano i velivoli privati dell’imprenditore egiziano.
I nuovi proprietari di Harrods si sono scusati e hanno aperto un fondo per i risarcimenti mentre Scotland Yard, nell’ambito delle indagini, ha interrogato la settimana scorsa tre donne sospettate di aver contribuito a occultare l’operato dell’egiziano. Un’inchiesta parallela è stata aperta a Parigi, dove Al Fayed era proprietario del Ritz.
La speranza delle vittime di entrambi gli uomini è che sia fatta giustizia e che venga smantellata tutta la rete di potenti che con il silenzio hanno continuato a proteggerli.