Corriere della Sera, 16 marzo 2026
Francia, la sfida tra le compagne dei leader
In campagna elettorale non ha saputo citare il nome di neanche un giocatore del Paris Saint-Germain campione d’Europa e ha sbagliato – non di poco – il costo dell’abbonamento annuale ai mezzi pubblici: «52 euro», quando il prezzo giusto è venti volte più alto (1089 euro). Questi errori – «lapsus», si è difesa lei – non hanno aiutato Sarah Knafo, 32 anni, l’eurodeputata del partito di estrema destra Reconquête di Eric Zemmour che in base ai primi risultati è in bilico sulla soglia del 10% dei voti necessari per qualificarsi al secondo turno, domenica prossima.
Nonostante gli abiti gialli, la comunicazione sorridente, i cartoni animati fatti con l’intelligenza artificiale che hanno riempito i social media e la vita di coppia non esibita ma neanche nascosta accanto al leader e fondatore del partito Eric Zemmour, Sarah Knafo sembra avere perso la sfida delle ali estreme che a Parigi la opponeva a Sophia Chikirou, 46enne deputata della France insoumise di Jean-Luc Mélenchon, qualificata al secondo turno, a sua volta compagna del leader ma pronta a offendersi quando qualcuno lo ricorda: «Nella vita politica non sono la donna di nessuno, come nella vita pubblica non sono la figlia, la sorella o la madre di nessuno».
Le personalità politiche hanno diritto al rispetto della privacy come chiunque altro, ma nel caso di Knafo e Chikirou non si tratta solo di vita privata. La coppia Knafo-Zemmour è stata rivelata al pubblico nel settembre 2021 da una copertina di Paris Match suscitando le proteste dei due, ma qualche mese dopo l’allora candidato all’Eliseo ha ufficializzato la relazione con la consigliera e direttrice della sua campagna. Qualche giorno fa, durante un comizio, Knafo e Zemmour si sono abbracciati davanti ai militanti e ai fotografi, in un’esibizione di affetto e di unità politica che tornerà utile nei prossimi appuntamenti, per esempio la corsa all’Eliseo del 2027.
Chikirou e Mélenchon invece si sono sempre rifiutati di parlare dell’argomento, come è loro diritto, ma in compenso lo hanno fatto militanti e ex compagni che hanno denunciato il dominio della coppia di ferro sul partito. Nel libro-inchiesta La Meute uscito qualche mese fa, i giornalisti Charlotte Belaïch et Olivier Pérou hanno volutamente fatto saltare «il segreto di Pulcinella» della relazione «perché la stessa Sophia Chikirou, all’interno del partito, si presenta come “la donna del capo”. Ed è questo statuto che la rende intoccabile, malgrado la violenza di certe sue dichiarazioni».
In campagna elettorale Chikirou non ha risparmiato gli ex compagni purgati da Mélenchon: «Quando come me hai gli occhi neri e i capelli neri e parli un po’ forte, certo non hai dalla tua parte la dolcezza delle bionde con gli occhi azzurri», ha detto riferendosi alla «principessa» Clémentine Autain, ex collega di partito peraltro orfana di madre (suicida) a 12 anni e vittima di stupro a venti, a proposito di vita facile. Chikirou è indagata per truffa nella campagna elettorale di Mélenchon nel 2017, e il 12 maggio dovrà comparire in tribunale per truffa ai danni del sito Le Média. Ma resta in corsa, con un obiettivo fondamentale: impedire che Parigi vada al rivale di sinistra, l’odiato socialista Emmanuel Grégoire.