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 2026  marzo 16 Lunedì calendario

Il governo studia il bonus anti rincari

L’Italia potrebbe mandare una seconda fregata militare o un secondo cacciatorpediniere – in raccordo con le decisioni che verranno prese in ambito Ue nelle prossime ore – per rafforzare la missione Aspides e il sistema di scorta e protezione dei mercantili commerciali nello stretto di Hormuz. Pur restando fuori dalla guerra, la decisione è oggetto di valutazione di Palazzo Chigi, che ha dato disco verde alla nostra Difesa, e oggi sarà vagliata nel corso del Consiglio Affari esteri che si terrà a Bruxelles, e a cui parteciperà il nostro ministro Antonio Tajani.
Anche senza scendere nei dettagli, lo stesso titolare della Farnesina ha lasciato intendere che Roma è pronta a rispondere in modo positivo alle pressioni degli americani, che hanno fatto un appello a tutti gli Stati coinvolti dalla crisi energetica, dalla Corea alla Cina, sino ai principali Paesi dell’Unione, per rafforzare la sicurezza dello Stretto e mettere in campo un dispositivo più ampio di protezione delle petroliere minacciate dalle ritorsioni iraniane. Oggi Tajani incontrerà anche il segretario generale della Nato Mark Rutte, «e tutto quello che abbiamo fatto è stato coordinarci sempre con l’Unione europea, tanto che saremo pronti a sostenere anche il rafforzamento dell’operazione Aspides per tutelare il traffico marittimo nel Mar Rosso», ha dichiarato il ministro.
Mentre nei principali Paesi del Golfo, dal Kuwait al Qatar, stanno arrivando i primi aiuti militari italiani, dai sistemi radar ai sistemi anti drone, l’altra emergenza che tiene banco nel governo è quella del prezzo dell’energia. Se nei giorni scorsi è stato ventilato un taglio delle accise sui carburanti, oggi il governo sembra più orientato alla riedizione di un bonus anti rincari che dovrebbe andare a favore delle famiglie con un Isee sotto i 15 mila euro e a sgravi fiscali per le aziende più esposte alla crisi.
Polemica l’opposizione, con Elly Schlein che rilancia il meccanismo delle accise mobili: «I giorni stanno scorrendo e gli italiani non vogliono pagare le guerre illegali di Trump e Netanyahu». Idea, quella delle accise mobili, sostenuta anche dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ma non dal ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso: «No al taglio delle accise, pensiamo a compensazioni per famiglie meno abbienti, autotrasporto, imprese».
Lo stesso ministro Urso dice di augurarsi le misure «già nel prossimo Cdm», ma i ministeri interessati non sono stati allertati, e sembra che se ne parlerà dopo il referendum. Anche perché l’esecutivo starebbe «monitorando» l’evoluzione degli impatti della crisi. Il conto da pagare è salato: 16,5 miliardi al giorno il maggior esborso per gli automobilisti, stima il Codacons. Tajani insisterà sulle accise, assicurando comunque che il governo sta lavorando e che l’importante non è «fare in fretta ma fare bene», vedendo anche «quanto dura» la crisi e la sua «portata».