Avvenire, 15 marzo 2026
La Cpi indaga la Bielorussia per crimini contro l’umanità
La Corte penale internazionale ha aperto un fascicolo per accertare se la Bielorussia abbia commesso crimini contro l’umanità. Dopo un esame preliminare la procura internazionale deciderà come procedere. Minsk non ha aderito alla “Statuto di Roma”, l’atto fondativo del tribunale internazionale, ma secondo la Lituania, Paese membro, il regime di Lukashenko ha commesso crimini contro cittadini bielorussi e contro cittadini lituani sul territorio di Vilnius, prefigurando così l’avvio dell’indagine.
L’ufficio del procuratore dell’Aja ha affermato che sussiste «una base ragionevole per credere che i crimini previsti dallo Statuto di Roma siano stati commessi almeno in parte sul territorio della Repubblica di Lituania».
La Lituania ha dichiarato che alti dirigenti politici, militari e delle forze dell’ordine bielorusse hanno commesso crimini contro l’umanità, tra cui deportazioni, persecuzioni e altri atti disumani, contro la popolazione civile della Bielorussia. Secondo la procura internazionale dell’Aja vi sono molti indizi che fanno ritenere come questi «crimini siano stati commessi nell’ambito di un attacco diffuso e sistematico contro la popolazione civile, considerando la loro vasta portata, il numero delle vittime e la natura organizzata degli atti».
La leader dell’opposizione bielorussa Sviatlana Tsikhanouskaya ha accolto con favore l’annuncio della corte: «Centinaia di migliaia di bielorussi hanno sofferto e continuano a soffrire a causa delle azioni del regime. Le politiche di Lukashenko rappresentano una minaccia anche per i paesi vicini alla Bielorussia», ha dichiarato. Con l’avvio della fase investigativa la procura potrà chiedere l’emissione di mandati di cattura internazionali, come già avvenuto per Vladimir Putin, alleato storico di Lukashenko.