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 2026  marzo 15 Domenica calendario

15mila pensionati dovranno restituire mille euro ad aprile

A causa di un errore da parte dell’Inps, circa 15 mila anziani italiani si sono ritrovati 1.000 euro in più nella pensione di marzo. Il problema, però, viene adesso: l’Istituto dovrà infatti recuperare subito le cifre versate per sbaglio e questo rischia, per molti, di portare quasi a zero le pensioni di aprile. Si sta lavorando per trovare una soluzione un po’ meno drastica per le persone coinvolte con i redditi più bassi, spiegano dall’Inps; l’obiettivo è, per loro, riprendere quelle somme a rate e non tutte in un colpo.
Da dove nasce questo pasticcio? In pratica, nei cedolini di marzo sono state inserite le detrazioni che in realtà spettano solo ai lavoratori dipendenti, non anche ai pensionati. Si tratta dei bonus approvati un anno fa, nella legge di Bilancio 2025, quando il governo Meloni ha introdotto il nuovo taglio del cuneo fiscale. Una misura che, sostituendo la decontribuzione in vigore dal 2022, aveva l’obiettivo di far crescere gli stipendi netti e contrastare gli effetti dell’inflazione sul potere d’acquisto. I pensionati, però, non ne hanno diritto. I 15 mila interessati da questo indebito “conguaglio Irpef” di marzo hanno redditi tra i 20 mila e i 40 mila, quindi non esattamente assegni faraonici. In totale buona fede, non sapendo che si trattava di un errore, potrebbero aver utilizzato questi soldi per spese familiari improvvise o qualunque altra esigenza. Ecco perché ora l’ipotesi di dover restituire tutto l’importo in unica soluzione sarebbe una batosta e per molti significherebbe sostanzialmente azzerare la prossima pensione, dato che a 20 mila euro lordi si parla di cedolini netti attorno ai 1.300 euro. Ancora peggio se pensiamo che proprio in queste settimane, con il conflitto in Iran, i redditi degli italiani subiscono i rincari sui carburanti e, a cascata, sui beni alimentari.
In questi giorni la direzione centrale pensioni dell’istituto presieduto da Gabriele Fava ha già inviato la comunicazione interna a tutte le direzioni regionali. Il documento dice che bisognerà sottrarre i mille euro dal cedolino di aprile. I cedolini di pensione dei primi due o tre mesi dell’anno, in genere, sono un po’ “ballerini”, perché vengono applicati i conguagli Irpef (a debito o a credito). “Nell’ambito delle verifiche fiscali periodiche – spiega l’Inps al Fatto Quotidiano – è emerso anche che, per un errore procedurale relativo ai redditi assimilati al lavoro dipendente, su una platea di circa 15 mila pensionati, a marzo 2025 è stata attribuita la cosiddetta “ulteriore detrazione” prevista dalla legge 207 del 2024, in realtà attribuibile solo ai lavoratori dipendenti”. Quindi, aggiunge l’istituto, “si è dovuto procedere al recupero del relativo importo nel mese di aprile 2026. A tale riguardo, con attività aggiuntive di natura contabile che avranno l’effetto di una rateazione del rimborso, saranno comunque garantiti i beneficiari di pensioni con importi più bassi. L’elenco delle posizioni interessate dalla suindicata regolarizzazione è stato inviato alle sedi Inps”.