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 2026  marzo 15 Domenica calendario

Roma, business per il rinnovo della Carta d’identità nei Caf

C’è chi si mette davanti al computer a mezzanotte o negli orari precisi in cui il sistema aggiorna le disponibilità e continua a ricaricare la pagina web per accaparrarsi un appuntamento. Ma non lo fa per sé, nemmeno per l’anziano vicino di casa. Ma per per conto di altri cittadini che, pur di riuscire a prenotare il rinnovo della carta d’identità elettronica, sono disposti a pagare tra i 10 e i 100 euro.

Succede perché ottenere un appuntamento sul portale Agenda Cie, gestito dal ministero dell’Interno (e non dal Comune), è diventato per molti un’impresa. Gli slot compaiono nel sistema in orari precisi e spesso spariscono nel giro di pochi secondi. Così, tra difficoltà tecniche e una domanda altissima, c’è chi non riesce a collegarsi al momento giusto o non riesce proprio a trovare disponibilità.
In questo vuoto si sono inserite agenzie private e Caf – luoghi deputati a offrire assistenza fiscale ai cittadini – che offrono il servizio di prenotazione dell’appuntamento. Dopo aver letto post sui social che pubblicizzano la possibilità di ottenere la prenotazione in pochi giorni (senza però parlare apertamente dei prezzi), basta chiamare per capire come funziona: gli impiegati raccolgono i documenti dei cittadini che hanno bisogno di rinnovare il documento e mettono a disposizione personale che si collega negli orari in cui il sistema rilascia gli appuntamenti per riuscire a bloccarli. «Anche in orario di chiusura del Caf», si sente spesso rispondere chi chiama per chiedere informazioni.
Le cifre variano. Uno dei Caf del Flaminio, in via Giulio Romano, chiede per esempio 50 euro. In cambio promette di trovare entro una settimana un appuntamento “garantito” nei 30 giorni successivi, non solo a Roma ma anche in un altro Comune della provincia – una cittadina o un paese dove può esserci più disponibilità, soprattutto se c’è urgenza. Un Caf del Pigneto chiede 35 euro, mentre un altro tra Prati e Balduina 15.
Il tema è caldo, perché l’estate, la stagione delle vacanze, si avvicina. Ma soprattutto c’è una scadenza precisa: dal 3 agosto 2026 le vecchie carte d’identità cartacee diventeranno inutilizzabili. L’Unione europea le considera fuori standard e, da quella data, non saranno più valide. Non potranno essere presentate al momento di salire su un aereo e non saranno più considerate neppure come documento di riconoscimento, né in Italia né all’estero.
Il sistema di intermediazione messo in piedi da alcuni Caf e agenzie, per quanto lecito, sta sollevando polemiche. Riccardo Corbucci, consigliere del Pd e presidente della commissione Roma Capitale, Statuto e Innovazione tecnologica, parla apertamente di una distorsione del sistema: «Fino a 100 euro per ottenere l’appuntamento per la Cie, la carta d’identità elettronica. Una speculazione inaccettabile, che rende di fatto a pagamento un servizio gratuito», dice, sottolineando che si tratta di «una pratica che limita l’accesso a un servizio pubblico, satura in modo artificiale le disponibilità del portale e pone evidenti criticità sul piano della tutela dei dati personali». Che è un tema non secondario, visto che «queste agenzie operano spesso acquisendo codici fiscali e credenziali di identità digitale dei cittadini, con evidenti rischi per la privacy», dicono i consiglieri capitolini di Italia Viva, Valerio Casini e Francesca Leoncini.
Antonio De Santis, consigliere in Campidoglio e responsabile nazionale di Azione per la Pubblica amministrazione, ha chiesto quindi di «avviare un controllo e fare chiarezza, nell’interesse dei cittadini e dei dipendenti del settore che spesso fanno i salti mortali per tenere in piedi un servizio con pochi mezzi e strumenti».