Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  marzo 15 Domenica calendario

Unità d’intelligence russa tradita da Google Traduttore

Doveva essere un “esercito nell’esercito”. Un’unità top-secret dell’intelligence militare russa incaricata di condurre operazioni all’estero, tra cui rapimenti e assassini, senza coinvolgere unità regolari. E avrebbe dovuto ripristinare la credibilità dei servizi segreti militari russi messi alla berlina per i numerosi errori commessi dall’Unità 29155 responsabile dell’avvelenamento di Sergej Skripal nel 2018 o il tentato golpe in Montenegro. E invece ha dimostrato ancora una volta incompetenza: è stata compromessa e scoperta perché per comunicare gli agenti facevano ricorso a Google Traduttore. E ora uno dei suoi agenti è dietro le sbarre in Colombia in attesa di essere estradato negli Usa.
Si tratta del Centro 795, nato nel dicembre 2022 e composto da unità d’élite dei servizi militari Gru e interni Fsb che rispondeva direttamente al capo di stato maggiore Valerij Gerasimov. Un’iniziativa legata al miliardario Andrej Bokarev e al conglomerato statale militare Rostec, con base operativa nel complesso militare-industriale Patriot Park, alla periferia di Mosca, stipendiata per copertura dal consorzio Kalashnikov. Almeno così scrive il sito investigativo Insider.ru che, in collaborazione col settimanale tedesco Der Spiegel, è riuscito a identificare tutti i leader e i finanziatori del progetto, grazie anche a una presentazione PowerPoint con cui veniva annunciata la struttura dell’unità ai suoi finanziatori vicini al Cremlino.
Un’entità top-secret e completamente autonoma progettata per condurre le operazioni più delicate, cosiddette “a ciclo completo”, dalle missioni militari in Ucraina agli assassinii politici e ai rapimenti all’estero. Cinquecento ufficiali suddivisi in tre direzioni: Intelligence, Assalto e Supporto al Combattimento.
Uno di questi era Denis Alimov, 42 anni, veterano pluridecorato delle forze speciali Omon e dell’unità speciale Alpha dell’Fsb. Il 24 febbraio scorso è atterrato con documenti falsi in Colombia, ma è stato subito arrestato su mandato di cattura internazionale dell’Interpol su richiesta della procura di New York. È in attesa di essere estradato negli Stati Uniti dove rischia l’ergastolo per l’accusa di aver organizzato un attentato contro due “oppositori del regime di Putin”, membri della famiglia di Akhmed Zakaev, premier in esilio ad interim della non riconosciuta Repubblica cecena di Ichkeria e nemico del governatore Ramzan Kadyrov.
Nonostante le misure di segretezza adottate – pseudonimi, messaggistica criptata e gruppi autonomi – l’operazione è stata scoperta per un semplice errore. Alimov comunicava con uno dei suoi aspiranti killer stranieri utilizzando Google Traduttore. Le traduzioni venivano elaborate tramite i server di una società americana, ai quali l’Fbi ha avuto accesso in seguito a un’ordinanza del tribunale. Di conseguenza gli investigatori sono stati in grado di leggere la corrispondenza praticamente in tempo reale.
Alimov aveva offerto una ricompensa di 1,5 milioni di dollari per ogni obiettivo, «morto o deportato». Come sicario aveva reclutato Darko Durović, un serbo-croato residente negli Stati Uniti. C’era solo un problema: Alimov parlava russo, Durovic serbo. Per ovviare usavano Google Traduttore, convertendo i rapporti in serbo di Durovic in russo e le istruzioni in russo di Alimov in serbo.
I messaggi venivano trasmessi tramite applicazioni crittografate che gli uomini ritenevano sicure. Peccato però che Google operi tramite server negli Stati Uniti, che rientrano a pieno titolo nella giurisdizione di un mandato di sorveglianza dell’Fbi. Muniti di un’ordinanza del tribunale, gli investigatori sono così stati in grado di accedere ai registri di queste traduzioni direttamente dal fornitore del servizio e di leggere in tempo reale il contenuto in chiaro dell’intera conversazione, nonostante Alimov e Durovic credessero di essere protetti dalla crittografia end-to-end.
Le traduzioni apparivano a tratti quasi assurde: due agenti di quella che doveva essere un’unità topsecret stavano orchestrando un assassinio su commissione e tutte le loro istruzioni erano archiviate con data e ora sui server di un’azienda statunitense. Come ha poi osservato una fonte vicina all’indagine, era persino meglio di un’intercettazione telefonica perché i dati erano già trascritti. Durovic aveva persino utilizzato i motori di ricerca per informarsi su quella che probabilmente doveva essere la sua arma del delitto – “Glock 17”, “Glock 21”, “Glock 22” – e su dove procurarsi una Glock 22 a Podgorica, in Montenegro.
«L’ironia della dissoluzione del Centro 795 – conclude Insider.ru – non sfugge a coloro che lo hanno monitorato: un’unità progettata per essere lo strumento di coercizione più irrintracciabile del Cremlino è stata scoperta non grazie ad anni di paziente controspionaggio, non per colpa di un disertore o di un informatore passato dalla parte dei suoi, ma perché due uomini avevano bisogno di parlarsi e non condividevano la stessa lingua. La Russia creerà un’altra unità. Sarà più attenta agli strumenti di traduzione che utilizzerà. Ma se sarà più attenta alle persone che recluterà è tutta un’altra questione».