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 2026  marzo 15 Domenica calendario

Immigrazione, patto Ppe-Afd: una chat segreta svela l’accordo

Che la Brandmauer, il cordone sanitario, sia caduto a Strasburgo e non a Berlino è il segreto di Pulcinella. I popolari, dunque l’emanazione europea della Cdu/Csu tedesca, hanno già approvato insieme alle destre alcuni provvedimenti nei mesi scorsi. E qualche polemica è già scoppiata, in Germania. Ma da alcune chat rivelate dall’agenzia di stampa Dpa emerge che di recente la convergenza è diventata molto più strutturale e programmata di quanto si pensasse, tra il gruppo guidato dal tedesco Manfred Weber e i pariah, in teoria, del Parlamento Ue. Appena un mese fa Weber aveva detto in un’intervista a Repubblica che «non c’è alcuna possibilità di collaborazione tra la Cdu/Csu e l’AfD. Coalizioni di governo sono impensabili con questo partito, così come qualsiasi altra forma di collaborazione. Il cordone sanitario è ancora in piedi». E invece.
A livello europeo, parlamentari cristianodemocratici e l’ultradestra hanno concordato segretamente di votare insieme un provvedimento che era bloccato in Parlamento a causa della contrarietà dei partner del Ppe che reggono l’esecutivo von der Leyen: socialisti e liberali. Si tratta di una proposta di legge sull’immigrazione che prevede, tra le altre cose, i respingimenti dei richiedenti asilo in cosiddetti Return Hubs, in aree che siano al di fuori dell’Unione europea.
Alla luce delle resistenze di sinistra e liberali, racconta la Dpa, il Ppe ha fondato all’inizio di marzo un gruppo whatsapp con alcuni colleghi delle destre prevedibilmente più disponibili ad adottare una linea più dura sui migranti. Il 4 marzo i popolari hanno organizzato persino un incontro con tre colleghi dell’opposizione “nera”: un esponente dei patrioti (la famiglia politica di cui fa parte l’ungherese Orbán, la francese Marine Le Pen ma anche la Lega), un collega dei conservatori (il gruppo di Giorgia Meloni) e anche una parlamentare dell’Afd, Mary Kahn. Al termine dell’incontro sulla chat si leggevano entusiastici commenti sulla “straordinaria collaborazione” ed emoji di applausi.
Nel proporre il provvedimento sull’immigrazione, il Ppe ha accolto persino alcune modifiche chieste dall’esponente dell’Afd Kahn. «Le possiamo sostenere», si legge nella chat: la parlamentare dell’ultradestra aveva chiesto di rafforzare i poteri dell’autorità nell’analisi dell’età dei richiedenti asilo, includendo anche l’esame dell’età effettiva per confermare che siano minorenni.
Un portavoce del Ppe ha dichiarato al Bayerischer Rundfunk che il testo presentato dai popolari non avrebbe subito invece modifiche sostanziali. «Si basa sulla proposta della Commissione Ue ed è stato migliorato su aspetti essenziali in base alla posizione dei Paesi membri». Dopo il voto favorevole raggiunto in commissione, secondo il portavoce «l’Afd è irrilevante per raggiungere la maggioranza». Ma dopo le rivelazioni dell’agenzia di stampa tedesca la discussione in plenaria potrebbe diventare più difficile.
La Germania si prepara nel frattempo a un anno difficile, sul versante dell’affermazione dell’Afd. Domenica scorsa l’ultradestra ha già raggiunto quasi il 19% dei voti in Baden-Wuerttemberg. Un record, a ovest. E a settembre l’elezione in due land dell’est, Sassonia-Anhalt e Meclemburgo Pomerania, dove l’Afd è al 40% nei sondaggi, potrebbe provocare un terremoto anche a Berlino e rinfocolare il dibattito sul cordone sanitario. Una parte della Cdu, soprattutto a est, vuole abbatterlo da tempo. E a Strasburgo, i popolari potrebbero aver fatto da apripista.