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 2026  marzo 15 Domenica calendario

Intervista a Francesca Lacorte

Francesca Lacorte, classe 1986, pugliese di Ostuni ma residente a Bari, laureata in Giurisprudenza con master in marketing, è nota al pubblico televisivo come «la tecnologica» del salottino di “Avanti un altro” di Paolo Bonolis. Dopo undici anni a Milano ha scelto di tornare in Puglia, oggi agente immobiliare, compiendo un percorso opposto a quello di molti giovani.
Francesca, da dove nasce la passione per la tecnologia?
«Mi sono avvicinata alla tecnologia da piccola: smontavo telefoni perché volevo provarli tutti, cosa che non faceva impazzire mio padre. Poi arrivò il primo Android e rimasi colpita dalla possibilità di personalizzare tutto. Ricordo quando decisi di comprarne uno con i miei risparmi. Da lì ho iniziato a studiare dispositivi e software. Un amico, Emilio Mola, direttore de “Lo Strillone”, mi disse che avevo la parlantina giusta per fare recensioni video. All’inizio mi vergognavo e registravo solo le mani. Una di quelle recensioni superò le 20mila visualizzazioni su YouTube. La svolta arrivò al Mobile World Congress di Barcellona. Mandai articoli e video come referenze, mi accreditarono e lì incontrai Andrea Galeazzi e il team di HDblog: mi fecero un provino e da lì iniziò la collaborazione».
E come è finita nel salottino di “Avanti un altro”?
«Ero alla Fiera del Levante a Bari e c’erano i provini per Ciao Darwin. Gli amici mi spinsero a provarci e lì conobbi Daniele Bonolis, cugino di Paolo e responsabile dei casting. Diventammo amici anche perché lo presi in giro per il telefono che usava: aveva ancora un Nokia 3310. Lo convinsi a comprare uno smartphone e da lì nacque il nostro rapporto. Partecipai a Ciao Darwin nella puntata “Virtuali contro Reali”. Mi divertì e rimasi in contatto con Daniele. Un giorno mi invitò a vedere una registrazione di Avanti un altro. Rimasi colpita da Paolo Bonolis. Guardando il programma capii che nel salottino mancava qualcuno che parlasse di tecnologia. Così mi proposi a Marco Salvati, l’autore. Pensavo a un personaggio costruito, ma lui mi disse: “Fai te stessa”. E così nacque “la tech”. Dal 2017 sono stata nel programma per oltre otto anni. Quello studio era speciale, ogni problema lì dentro svaniva».
Come mai è tornata da Milano per lavorare in Puglia, mentre molti fanno il percorso opposto?
«Avevo studiato giurisprudenza, ma la mia passione era la tecnologia. Per anni ho lavorato in quel settore, poi mi sono avvicinata anche al marketing digitale e ai social. Vivendo a Milano mi sono interessata quasi per caso all’immobiliare, cercando casa per me. Milano è una palestra durissima: ti forma e ti mette sotto pressione. Con il Covid molte cose sono cambiate. Ho lasciato il lavoro nelle investigazioni patrimoniali e ho deciso di reinventarmi. Ho iniziato dalle basi nell’immobiliare e poi ho lavorato anche nel lusso con una multinazionale americana. Poi però Milano non mi dava più quello che cercavo. Il costo della vita era altissimo e mi costringeva a molte rinunce. Amo viaggiare, andare ai concerti, ma lì finivo per sacrificare troppo. Inoltre, non mi sentivo più sicura: negli ultimi anni avevo paura e questo ha pesato sulla scelta di andare via. Così ho deciso di tornare in Puglia. Sono arrivata senza lavoro e ho iniziato a mandare curriculum. Mi hanno chiamato in molti e alla fine ho scelto Castelletti Res perché cercavo una realtà dinamica e vicina al mio modo di vedere il lavoro. Ricominciare non è stato facile, ma oggi sono convinta della scelta».
Le sarebbe piaciuto continuare nel mondo tv e dello spettacolo?
«Se potessi tornare indietro studierei recitazione: il cinema mi ha sempre affascinato e il sogno di diventare attrice mi è rimasto. Mi dicono spesso che sono portata e ancora oggi mi diverto a interpretare scene con gli amici. In tv però non mi sarebbe piaciuto fare la semplice valletta: avrei preferito condurre una rubrica o un programma sulla tecnologia, magari intervistando protagonisti del settore e dell’intelligenza artificiale, anche all’interno di un telegiornale».
È meglio restare vicino agli affetti o avere un buon lavoro fuori?
«I rapporti umani vengono prima di tutto: se non stai bene nella vita personale non rendi neanche nel lavoro, ma oggi la tecnologia ti permette di mantenerli anche lavorando lontano da essi».
Che consiglio darebbe a un giovane che vuole trasferirsi a Milano?
«Di armarsi di determinazione. Milano è dura ma offre opportunità incredibili. È una città che ti mette alla prova e ti fa crescere. Poi però bisogna essere sinceri con se stessi e capire se vale la pena restare»