Corriere della Sera, 15 marzo 2026
L’invito di Macron a Israele e Libano: «Negoziati a Parigi»
La Francia tenta di contenere l’escalation nell’altro fronte della guerra, quello che coinvolge – di nuovo – il Libano. Mentre una offensiva terrestre di Israele in profondità sembra imminente, Emmanuel Macron ieri ha dichiarato che «bisogna impedire a ogni costo che il Libano sprofondi nel caos» e si è quindi offerto di ospitare a Parigi «discussioni dirette» tra le autorità di Beirut e di Gerusalemme.
Un tentativo che sembrava disperato ma che potrebbe avere un seguito. Secondo due fonti citate dal quotidiano israeliano Haaretz, colloqui diretti tra Israele e Libano potrebbero in effetti avere luogo e Jared Kushner, genero del presidente americano Donald Trump e figlio di Charles Kushner ambasciatore americano a Parigi, dovrebbe parteciparvi. I negoziati potrebbero tenersi a Parigi, come auspicato da Macron, o a Cipro. Il capo della delegazione israeliana potrebbe essere Ron Dermer, stretto collaboratore del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
La crisi si è riaperta lunedì 2 marzo quando, in risposta all’attacco di Israele e Stati Uniti contro l’Iran, il movimento sciita Hezbollah armato e finanziato da Teheran ha lanciato missili su Israele. Hezbollah è l’unica milizia libanese che non ha mai consegnato le armi alla fine della lunga guerra civile (1975-1990) e costituisce tuttora una sorta di Stato nello Stato all’interno del Libano, una propaggine dell’Iran forte nella banlieue sud di Beirut, nella valle della Bekaa e soprattutto nel Sud del Paese, nella regione che va dal fiume Litani alla frontiera settentrionale di Israele.
Il governo di Beirut da anni non è in grado di disarmare Hezbollah né di controllarne le decisioni, che vengono prese di concerto con Teheran. Macron ha detto ieri di avere parlato con il presidente libanese Joseph Aoun, il premier Nawaf Salam e il presidente del Parlamento Nabih Berri (alleato di Hezbollah), e «l’esecutivo libanese ha sottolineato la sua disponibilità a discussioni dirette con Israele»; Macron ha quindi invitato Israele a «cogliere questa opportunità per arrivare al cessate il fuoco», aggiungendo che la Francia «è pronta a facilitare queste discussioni accogliendole a Parigi».
L’impegno diplomatico della Francia a favore dello Stato amico del Libano, tormentato da decenni di crisi politica ed economica, non è nuovo. Parigi cerca di mantenere relazioni accettabili con Israele anche se i rapporti di Emmanuel Macron con il premier Netanyahu sono molto difficili, specialmente dopo l’iniziativa francese di riconoscere lo Stato della Palestina. Israele sembra determinato a cogliere l’occasione dell’attacco congiunto con gli Stati Uniti all’Iran per ridisegnare la carta del Medio Oriente e portare un nuovo colpo, stavolta definitivo almeno nelle intenzioni, a Hezbollah.
Dall’inizio di marzo circa 800 mila civili libanesi sono stati costretti a lasciare le loro case e – secondo le cifre comunicate venerdì dal ministero libanese della Sanità – i bombardamenti israeliani hanno fatto 773 morti e 1.933 feriti. Venerdì l’aviazione israeliana ha lanciato volantini su Beirut esortando gli abitanti a «disarmare Hezbollah, scudo dell’Iran», con la scritta in arabo «il destino del Libano dipende da te».