corriere.it, 14 marzo 2026
Università, matricole in calo. Ritardi per Medicina e facoltà scientifiche. Boom di Ingegneria
I rettori invitano alla calma e ad aspettare che i termini per le iscrizioni si chiudano definitivamente alla fine del mese. Ma è un fatto che, al primo controllo ritenuto attendibile dal ministero dell’Università a fine febbraio, mancano all’appello più di undicimila matricole, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I nuovi iscritti sono 327.468 contro i 338.893 del 2025. Il che significa un calo del 3,3 per cento.
Si tratta di una percentuale importante in un Paese come il nostro che avrebbe bisogno di un costante aumento di studenti universitari e che invece non riesce a scollarsi dalle posizioni di coda tra i Paesi europei e che comunque si tiene ben lontano dall’obiettivo di laureati nella fascia d’età tra i 25 e i 34enni, fissato dalla Ue per il 2030 al 45 per cento. A pesare sulla diminuzione degli iscritti quest’anno non è ancora il calo demografico (i maturandi erano 526 mila due anni fa e 524 mila nel 2025) ma più probabilmente il caso Medicina: lo si capirà quando finiranno le procedure per permettere di iscrivere anche chi non aveva passato il test a dicembre.
Il caso Medicina
Il calo più significativo di matricole sia numericamente che in percentuale, guardando i dati delle diverse facoltà pubblicati dal Sole24ore, colpisce il comparto medico-sanitario-farmaceutico (che passa da 41.737 a 37.770 con una diminuzione di oltre il 10 per cento) e, nell’ambito delle Stem, le facoltà scientifiche, come Fisica, Matematica e Chimica, che passano da 33.753 iscritti a 27.595, con un -20 per cento. Anche Veterinaria perde studenti, passando per ora da 6.653 a 5.202 (-22 per cento). È molto probabile che i numeri definitivi correggano questo divario rispetto al 2025, visto che si tratta anche di facoltà a numero chiuso programmato e che quest’anno i posti sono cresciuti. Il ritardo nelle iscrizioni e delle registrazioni in questi due settori può essere causato dai cambiamenti dovuti al semestre filtro e alla sanatoria che permette agli studenti che non avevano passato uno o più test scritti entro dicembre di recuperare entro la fine di febbraio. Non solo, le università avevano accordato, a seguito di una disposizione del Mur, la possibilità agli studenti coinvolti nella disavventura del test di iscriversi entro l’inizio di marzo anche ad altre facoltà affini, tra cui quelle scientifiche.
Il boom di Ingegneria
Infatti, a fronte di un apparente perdita di attrattività delle materie prettamente scientifiche, a far segnare un incoraggiante balzo in avanti è proprio una delle più significative tra le facoltà delle materie Stem, Ingegneria Industriale e dell’Informazione che fa segnare un più 8 per cento passando da 41.403 iscritti a 44.901 iscritti, compensando anche il calo di Informatica che passa da 9.859 a 8.997 studenti. In crescita lenta ma sempre in crescita anche il settore Economico-giuridico-sociale, con un +2 per cento per Economia e +4 per cento per Giurisprudenza. Stabili invece le facoltà umanistiche, che raccolgono circa un sesto degli immatricolati totali.