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 2026  marzo 14 Sabato calendario

Iran, la linea del Colle e del governo

In un momento tanto grave, col Medio Oriente in fiamme e la guerra alle porte dell’Europa, le forze politiche devono cercare condivisione e non farsi condizionare da interessi di parte. È l’auspicio che i membri del governo al tavolo del Consiglio supremo di Difesa hanno colto nelle parole di Sergio Mattarella, che presiede l’organismo e lo ha convocato in anticipo in via straordinaria. Se non un appello all’unità nazionale, l’invito a raggiungere una posizione condivisa su questioni strategiche che riguardano la sicurezza del Paese.
La linea sul conflitto scatenato da Usa e Israele in Iran è ora nero su bianco: «L’Italia non partecipa e non prenderà parte alla guerra». Il Quirinale e Palazzo Chigi condividono la «grande preoccupazione» per la «crisi dell’ordine internazionale» e per il moltiplicarsi di conflitti, dall’Ucraina all’Iran. Quanto alle basi militari, che parte delle opposizioni chiede di non concedere agli Usa, il Consiglio giudica positivamente la risoluzione approvata in Parlamento. Il via libera all’uso delle basi deve avvenire «nel rispetto del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti». E qui, secondo voci dell’esecutivo, Mattarella avrebbe sottolineato che i trattati si rispettano, oppure se ne esce seguendo le procedure. E se gli Usa vorranno un supporto che vada oltre l’attività addestrativa e tecnico-logistica, la richiesta sarà sottoposta al Parlamento.
La riunione è durata quasi due ore. Il comunicato rivela lo sforzo di avvicinare la ferma posizione del Colle contro chi fa a pezzi le regole internazionali e la linea della «prudenza» di Giorgia Meloni. Alla tavola rotonda siedono il capo dello Stato, la premier, i ministri Tajani, Crosetto, Piantedosi, Giorgetti, Urso, il sottosegretario Mantovano, il segretario generale del Quirinale Zampetti e il capo di stato maggiore della Difesa, Portolano. Il punto d’intesa raggiunto è un passo in più rispetto alle dichiarazioni di Meloni in Parlamento, e cioè l’affermazione che lo scenario di crisi è stato determinato dall’attacco «degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran». Se il termine condanna non compare, severa è la critica di una azione unilaterale che produce «gravi effetti destabilizzanti» nell’intera regione e in tutta l’area del Mediterraneo.
Il Quirinale scolpisce l’architrave, il «pieno rispetto dell’articolo 11» della Costituzione: «L’Italia ripudia la guerra». E fa mettere a verbale che l’ordine internazionale è «incentrato sull’Onu» e non quindi, ne discende, su organismi privati come il Board of Peace di Trump. Il proliferare di iniziative unilaterali «indebolisce il sistema multilaterale» che i Paesi dell’Occidente, su una base di parità, si sono dati dopo la Seconda guerra mondiale. Compare nella nota il riferimento di Meloni alle Camere sul rischio che Teheran riesca a realizzare la bomba atomica, assieme alla condanna del regime iraniano e «delle sue disumane repressioni» e alla necessità di difendere Israele. La premier aveva insistito nel dire che l’attuale contesto di instabilità è stato «irresponsabilmente aperto dall’aggressione della Russia all’Ucraina» e anche questo aspetto compare nel comunicato, anche se Putin, come Trump e Netanyahu, sono evocati e mai nominati. Non si chiede il cessate il fuoco in Iran, ma si assicura che l’Italia è impegnata a riportare in primo piano la via diplomatica e a condannare come «inaccettabili» gli attacchi ai civili di cui «troppo sovente sono vittime bambini, come nel caso della strage della scuola di Minab» in Iran. Ma se il conflitto si è allargato la colpa è di Teheran, la cui reazione rischia di «aprire spazi a forme di guerra ibrida e a gravissime iniziative di organizzazioni terroristiche».
Il Consiglio esprime gratitudine ai soldati italiani e condanna l’aggressione ai nostri militari a Erbil, in Iraq: «Allarmanti le continue gravi violazioni della risoluzione» Onu e il «ripetersi di inammissibili attacchi da parte israeliana al contingente Unifil ora a guida italiana». E se le azioni di Hezbollah che hanno trascinato in guerra il Libano sono «inaccettabili», anche Netanyahu deve «astenersi da reazioni spropositate». Con i missili che piovono sui cieli Ue e Nato di Cipro e Turchia, traspare il sollievo del Colle per l’iniziativa di Palazzo Chigi di «operare insieme ai principali alleati europei, in particolare Francia, Germania e Regno Unito». La prima riunione dopo lo scontro sul (mai esistito) complotto contro Meloni si è svolta in un clima sereno. Il caso era stato innescato da un articolo della Verità contro Francesco Saverio Garofani, che ieri sedeva regolarmente al suo posto di segretario del Consiglio.