Avvenire, 13 marzo 2026
Frontex: a gennaio e a febbraio crollo di arrivi irregolari in Ue
Cala di metà il flusso di migranti irregolari verso l’Europa e verso l’Italia. È l’ultimo dato diffuso da Frontex, l’agenzia di guardie di frontiera e costiera Ue, riferito ai primi due mesi del 2026 in confronto allo stesso periodo del 2025. Con l’occhio ora rivolto anche a possibili movimenti dal Medio Oriente in seguito alla guerra in corso in Iran, per ora però non ancora concretizzati. In primo piano, la posizione della Turchia che già si trova a ospitare, con il sostegno dell’Ue, 2,87 milioni di profughi siriani, ed è direttamente confinante con l’Iran.
«La situazione in fase di escalation in Medio Oriente – afferma Frontex – rischia di alimentare spostamenti di persone nei prossimi mesi. Finora, non si è visto un effetto degno di nota sulla situazione migratoria alle frontiere esterne dell’Ue. Frontex continua a monitorare attentamente». Della questione hanno discusso i ministri dell’Interno al Consiglio affari interni del 5 marzo a Bruxelles. Al momento, ha detto in quell’occasione il commissario europeo agli Affari interni Magnus Brunner, «non vediamo alcun movimento dall’Iran verso l’estero. Naturalmente, ci sono alcuni movimenti all’interno dell’Iran da Teheran verso altre regioni e città». Tuttavia, ha aggiunto, è importante «che ne discutiamo e ci prepariamo». Tornando ai flussi registrati, si parla di una riduzione del 52% complessivamente su tutte le rotte migratorie verso l’Ue. «Le gravi condizioni metereologiche – si legge nella nota di Frontex – per tutte le rotte migratorie verso l’Unione Europea hanno continuato a contribuire alla tendenza al ribasso». Il timore è che i flussi possano avere una nuova impennata con l’arrivo della primavera. In totale, si parla di 12.000 attraversamenti irregolari, le nazionalità più frequenti a livello complessivo sono Afghanistan, Bangladesh e Algeria. Non senza il dramma dei troppi morti, soprattutto in mare: Frontex ricorda i dati diffusi dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), secondo la quale nei primi due mesi del 2026 (al 24 febbraio) hanno perso la vita nel Mediterraneo 606 persone (in tutto il 2025 sono stati almeno 2.185), l’Oim definisce questo numero così alto in soli due mesi come “senza precedenti”. «Molti di questi decessi – avverte Frontex – sono stati provocati dalle pessime condizioni metereologiche. Le reti criminali di trafficanti sono coscienti dei rischi, nonostante questo fanno salpare in mare persone disperate a bordo di barche non adatte alla navigazione, per fare soldi».
La rotta del Mediterraneo Centrale, in sostanza quella verso l’Italia dal Nord Africa, rimane «la più intensa, corrispondendo al 30% degli ingressi irregolari verso l’Ue». Anche qui, però, il calo è notevole: -50% di arrivi a gennaio-febbraio 2026 rispetto agli stessi mesi del 2025. In totale gli arrivi lungo questa rotta nei due mesi sono stati pari a 3.395 persone, anzitutto cittadini di Bangladesh, Somalia e Pakistan. Anche la rotta del Mediterraneo Orientale (anzitutto verso la Grecia), la seconda più intensa, ha visto un calo del 50% (3.297 arrivi, soprattutto da Afghanistan, Sudan e Yemen). Un aumento registra invece la rotta del Mediterraneo Occidentale (+ 9%, 2.172 persone anzitutto da Algeria, Mali e Marocco) verso la Penisola iberica, la terza più intensa.
Importante la riduzione dei flussi sul fronte dei Balcani Occidentali (-38%, con 930 arrivi anzitutto da Turchia, Egitto e Afghanistan) grazie anche al miglioramento dei controlli da parte dei Paesi dell’area. Ruolo importante ha anche Frontex, in totale sono 3.000 i funzionari dell’agenzia attivi alle frontiere esterne, con un sostegno a vari Paesi dei Balcani Occidentali. I cali più drastici si registrano comunque sul fronte dell’Africa Occidentale (1.215 persone principalmente di Gambia, Senegal e Guinea, anzitutto verso le Canarie, con una riduzione dell’83% grazie anche alla cooperazione con i Paesi dell’area), e ai confini orientali dell’Ue (anzitutto verso la Bielorussia, -80%, con 196 arrivi, in testa cittadini di Ucraina, Russia e Libano).