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 2026  marzo 13 Venerdì calendario

Sparatoria in Michigan, terrore in una sinagoga

Lo sceriffo di West Bloomfield, vicino a Detroit, ha descritto così la scena ripresa dalle telecamere di sorveglianza del Temple Israel, la sinagoga con un asilo frequentato da 140 bambini fra i 3 e i 5 anni: «Viaggiava a tutta velocità con un proposito chiaro lungo il corridoio». Parla dell’auto scagliata l’edificio e dell’uomo che guidava e sparava contro gli agenti di sicurezza prima di essere ucciso. La sua auto ha preso fuoco, il corpo dell’aggressore carbonizzato. Nel retro dell’auto c’erano mortai nello specifico. Alle 13.30, sugli smartphone dei genitori dei bambini e dei membri della comunità è arrivato un sms: «Le restrizioni sono ancora attive, ma lo sparatore è stato abbattuto. Le restrizioni rimarranno in vigore fino a che si scoprirà se ha agito da solo. Tutti i bambini e lo staff sono stati trovati e sono in buone condizioni. Un camion ha speronato la porta d’ingresso e ha aperto il fuoco». In un’America da 13 giorni in guerra, l’assalto contro la comunità ebraica in Michigan ha cambiato drasticamente la programmazione delle tv via cavo dal Medio Oriente. Telecamere puntate sulla piccola scuola accerchiata da decine di mezzi della polizia e ambulanze. Solo dopo un’ora – appurato che l’uomo era morto e che non c’erano, ma si continua a indagare su eventuali coperture, complici in fuga – si è tirato un sospiro di sollievo. Il bilancio è di un ferito, una guardia di sicurezza, ricoverata in ospedale ma che si riprenderà, hanno rassicurato le autorità.
Qualche settimana fa tutto il personale della scuola e gli alunni si erano sottoposti a una simulazione di un attacco, avevano fatto le prove. Non cosa rara in una Nazione scossa da mass shooting e assalti a edifici pubblici e scuole con frequenza disarmante. Le maestre ieri hanno spiegato che grazie al training sono riuscite a tenere la situazione e i bambini sotto controllo.
Il presidente Trump è stato costantemente aggiornato sull’evolversi della situazione in Michigan. «È una cosa terribile», è «incredibile succedano queste cose», ha commentato il presidente celebrando un evento alla Casa Bianca sul Women History Month accompagnato dalla first lady Melania.
Un secondo attacco è avvenuto al college di Old Dominion di Norfolk, in Virginia quasi contemporaneamente all’attentato in Michigan. Due persone sono morte, fra cui l’aggressore: due membri dello US Army sono rimasti feriti. Non è chiaro quali siano le loro condizioni. L’aggressore è stato identificato come Mohammed Jalloh, era un ex membro della Guardia Nazionale. Era stato in galera per sostegno materiale all’Isis e poi rilasciato nel 2024. Il direttore dell’Fbi Kush Patel ha detto che si indaga «per terrorismo».
La Anti Defamation League nel suo ultimo rapporto pubblicato nel 2025 ha evidenziato che gli attacchi di matrice antisemita hanno toccato il picco nel 2024 da quando nel 1979 l’associazione ha cominciato a monitorare e a censire ogni singolo episodio. In gennaio è stata date alle fiamme la Beth Israel Congregation a Jackson, in Mississippi.
Le misure di protezione sono state rafforzate attorno ai luoghi di culto e culturali ebraici, con pattugliamenti della polizia rafforzati ad Ann Arbor, 45 chilometri lontano da Detroit; dall’inizio dell’Operation Epic Fury le forze dell’ordine hanno incrementato i controlli e la presenza nelle luoghi sensibili a Washington, Philadelphia e New York. La matrice dell’attacco di West Bloomfield non è nota. Qualche ora prima dell’attentato il presidente Trump aveva ricevuto un briefing dell’intelligence sulla presenza di cellule dormienti negli Stati Uniti. «Ci sono molte persone giunte qui per colpa di Biden e di quello stupido confine aperto. Ma sappiamo dove si trovano la maggior parte e le teniamo d’occhio tutte». La precisazione arriva all’indomani di una rivelazione di Abc News secondo la quale l’Fbi avrebbe allertato la California che l’Iran aveva intenzione di attaccare le città della Costa occidentale con droni lanciati da navi al largo delle coste. Sia il governatore del Golden State, Gavin Newson, sia la portavoce di Trump Karoline Leavitt, ieri hanno smentito: «Sono false informazioni con le quali si alimenta intenzionalmente la paura fra il popolo americano», ha scritto Leavitt su X.