corriere.it, 12 marzo 2026
Netflix compra la società di Ben Affleck per 600 milioni
Era inevitabile: anche Hollywood, dopo molte resistenze, apre all’intelligenza artificiale. Ci ha pensato Netflix a fare un passo importante in questa direzione. Il gigante dello streaming ha infatti acquisito la start-up dell’Ai InterPositive, società di tecnologia cinematografica che rende più rapida e precisa la fase di montaggio e rifinitura dei film. Un’operazione che vede protagonista una star degli Studios: Ben Affleck, attore, regista, sceneggiatore e fondatore di questa società che sviluppa strumenti di intelligenza artificiale per migliorare la fase di post produzione correggendo continuità, luci e ambiente.
Il contratto
Affleck ha creato InterPositive nel 2022 e ora l’ha venduta a Netflix per 600 milioni di dollari, sempre che vengano soddisfatte alcune condizioni. Cioè, una quota del corrispettivo verrà versata in contanti e il resto è legato al raggiungimento di specifici obiettivi di performance. In ogni caso si tratta di una delle acquisizioni più significative di Netflix, che arriva a pochi giorni dal mancato accordo per l’acquisto della Warner Bros, finita alla Paramount, che ha portato nelle casse del colosso dello streaming 2,8 miliardi di dollari a titolo di penale.
Il team
Il tutto si completa con il passaggio dell’intero team di InterPositive, 16 persone fra ingegneri, ricercatori e creativi, alla grande famiglia di Netflix che conta oltre 13 mila dipendenti a livello globale. Ad Affleck, che ha così ceduto la sua creatura, è stato invece riservato un ruolo di consulente. «Mi preme ricordare che la società è stata creata per esplorare l’impatto dell’intelligenza artificiale sul cinema e non per sostituire gli attori con creazioni digitali», ha tenuto a sottolineare Affleck. Assicura che il sistema di InterPositive non crea nuove immagini e non utilizza filmati senza autorizzazione.
La preoccupazione
Lo dice lui e lo ribadiscono i suoi ingegneri. Una corsa a rassicurare Hollywood, dove l’interesse per l’Ai sta crescendo almeno quanto la preoccupazione dei lavoratori dell’industria audiovisiva. In particolare tecnici e montatori che vedono in questa tecnologia una seria minaccia al loro futuro. Non c’è alcun dubbio che lo scopo strategico di Netflix sia quello di accelerare l’uso dell’intelligenza artificiale nelle produzioni. Taglio dei tempi e dei costi di produzione che in questo settore sono cronicamente elevatissimi. La società californiana, oramai vero e proprio studio cinematografico, ha peraltro nel suo dna la natura della tech company.
Una tendenza già in atto ad Hollywood, dove alcune major si sono già mosse in questa direzione. Walt Disney ha per esempio siglato una partnership commerciale con OpenAI, la società che sviluppa ChatGPT; Amazon ha invece creato un team di intelligenza artificiale al suo interno.
Loro ci vedono delle opportunità, i lavoratori dei guai. Nel frattempo Affleck incassa.