corriere.it, 13 marzo 2026
Pensionato fa la comparsa in un film e riceve 300 euro: l’Inps ne chiede 34.000»
Dal sogno più bello all’incubo peggiore, l’odissea di un pensionato modenese, che si era visto revocare un anno di pensione per aver fatto la comparsa in un film con attori stellari e internazionali, si è conclusa positivamente nei giorni scorsi con la sentenza della corte d’Appello di Bologna che gli ha dato definitivamente ragione nel merito.
L’uomo era andato in pensione con «quota 100» nel 2020 quando aveva 62 anni e 38 anni di contributi. Felice e beato nel 2022 a 64 anni era riuscito a realizzare anche un piccolo sogno nel cassetto che aveva portato un po’ di gioia in famiglia.
Venne scelto dalla produzione del film su Enzo Ferrari di Michael Mann, con Penelope Cruz e Adam Driver, per fare la comparsa. Due giorni di riprese per apparire in pochi secondi del film, insieme alle altre comparse, ma la felicità sua e dei suoi familiari era stata davvero grande.
Ignaro di cosa fosse all’orizzonte nel 2023 quando poi era uscito il film lo aveva visto più e più volte, con familiari e amici, tra sfottò, gioia e divertimento. Ma qui iniziò invece la parte meno divertente del racconto.
L’Inps a fine 2023 gli comunicò che sarebbe stata revocata l’intera pensione erogata nel 2022, circa 34 mila euro, per violazione della normativa sulla non cumulabilità dei redditi per chi è andato in pensione con «quota 100», e considerando le sue prestazioni nel film come lavoro dipendente, annuncia il recupero della pensione per tutto il 2022.
Una doccia fredda che lasciò basito il pensionato modenese che sprofondò nella disperazione. Si rivolse al Patronato Inac-Cisl e senza indugio impugnò il provvedimento dell’Inps. L’ente previdenziale non volle sentire ragioni e si finì in tribunale.
Nei giorni scorsi i giudici Serri, Martinelli e Mascini della Corte d’appello di Bologna, sezione lavoro, hanno respinto definitivamente nel merito il ricorso dell’Inps dando piena ragione al pensionato.
Nel procedimento giudiziario è emerso che nel periodo indicato, non aveva affatto prestato lavoro nei termini indicati dall’Inps, essendosi limitato per sole 2 giornate a partecipare come «comparsa» al film su Enzo Ferrari, cedendo i diritti di immagine alla società «Welcome to Italy», senza al contrario firmare alcun contratto di lavoro, men che meno subordinato e che peraltro, per la descritta partecipazione al film, il pensionato aveva percepito appena 300 euro, una sorta di rimborso spese come avviene in tutti i casi simili.
«Era stato un lavoro occasionale autonomo da 300 euro»
«L’attività descritta, come noto, non comportava lo svolgimento di particolari mansioni, se non quella di posizionarsi sul set del film insieme ad altre persone: nessuna direttiva da parte di alcuno circa le modalità della prestazione lavorativa, proprio perché non era prevista alcuna attività; e pertanto, a tutto voler concedere, la prestazione descritta, poteva inquadrarsi al più come lavoro occasionale autonomo, cumulabile con il suo trattamento pensionistico».
La pensione «quota 100», infatti, prevede un rigido divieto di cumulo con i redditi da lavoro (dipendente o autonomo) a partire dalla data di decorrenza fino all’età per la pensione di vecchiaia (67 anni).
L’unica eccezione è il lavoro autonomo occasionale, ammesso entro il limite lordo annuo di 5.000 euro. Il superamento invece comporta la sospensione della pensione per l’intero anno. Il pensionato riavrà i suoi soldi.