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 2026  marzo 12 Giovedì calendario

Il caporalato si allarga

Fortissima crescita delle inchieste su caporalato e sfruttamento dei lavoratori. Quasi il 50 per cento in più in un anno. A dieci anni dall’approvazione della legge numero 199 del 2016, la cosiddetta “legge anticapora-lato”, lo sfruttamento non accenna a diminuire, ma proprio grazie a quella norma forze dell’ordine e magistratura riescono a intervenire più efficacemente. Inchieste diffuse in tutta l’Italia, in crescita al Nord, anche in settori diversi dall’agricoltura con vittime, pure italiane, in aumento.
È quanto emerge dal VI Rapporto del laboratorio sullo sfruttamento lavorativo realizzato dal Centro di ricerca interuniversitario “l’Altro Diritto”, in collaborazione con la Fondazione Placido Rizzotto-Flai Cgil. Le inchieste censite sono passate da 834 a 1.249 col coinvolgimento di 81 procure su un totale nazionale di 144 (nel report 2025 erano 66). Il Mezzogiorno si conferma la zona geografica con il numero più elevato, con 573 casi (46%). Al Nord c’è un sensibile incremento con 369 casi (30%), 140 in più rispetto al 2025. Mentre il Centro, con 307 casi, cala del 2%. Un «“cambio di passo” degli inquirenti e degli organi ispettivi nell’approccio allo sfruttamento, che viene progressivamente visto come una pratica produttiva non più prettamente attinente al settore agricolo meridionale, ma diffusa in modo capillare in tutti i settori economici di tutte le regioni del Paese, tanto da poter discorrere di una vera e propria “economia” dello sfruttamento». Analizzando i dati relativi al solo settore agricolo, i casi raccolti sono 589, quindi 157 in più rispetto allo scorso Rapporto: 367 casi si concentrano al Sud. Su 1.249 casi di sfruttamento complessivamente rilevati dal report si è riusciti a ricostruire il comparto economico presente in 983 occasioni. Si tratta di 589 casi del settore primario, 170 del secondario (+ 15), 224 del terziario (+27). Se per il settore primario lo sfruttamento si concentra prevalentemente al Sud, la forbice tra le inchieste individuate nel Settentrione e nel Centro relativa agli altri due settori tende notevolmente a ridursi. Infatti, i casi di sfruttamento relativi al settore secondario registrano una pressoché identica incidenza al Nord, al Centro e al Sud. Quanto al settore terziario, invece, il Nord continua a detenere il primato, con 84 su 224 casi. Sono 116 i casi nel settore manifatturiero (53 al Centro, 46 al Nord e soli 17 al Sud), 54 nel settore edile, 66 nelle attività commerciali, 34 nel settore del turismo e della ristorazione, 17 nei servizi di cura e assistenza alla persona, 52 nei servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio (37 al Nord, contro soli 8 al Centro e 7 al Sud) e, infine, 55 di altri servizi nel settore terziario. Alcuni settori, denuncia il Rapporto, «restano confinati nella “cifra oscura” del sommerso», in particolare il settore edile, i servizi di cura e assistenza alla persona e il settore turistico- ricettivo. Così sono ancora «molto esigue le inchieste per sfruttamento» anche se «i sindacati continuano a denunciare una diffusa “cultura” dello sfruttamento della manodopera». Tornando al settore agricolo le regioni più coinvolte sono al Nord la Lombardia, con 36 casi, seguita dal Veneto con 27 e dal Piemonte con 25. Nel Centro in testa è il Lazio (37 casi, il 51% in provincia di Latina), seguito da Toscana (24), Emilia Romagna (20) e Marche (18). Al Sud la Sicilia (144 casi), e la Puglia (115), seguite dalla Calabria (36) e dalla Campania (32).
Il Rapporto denuncia nuovamente il fenomeno della “profughizzazione”, molto diffusa al Nord, con lavoratori reclutati dai caporali direttamente nei Centri di accoglienza straordinaria (Cas)
, talvolta con la complicità degli stessi gestori delle strutture.
Nel Sud, invece, si concentra la maggior parte dei lavoratori sfruttati di nazionalità italiana. Si tratta di 105 casi (il 12,5 per cento), 41 dei quali nel settore agricolo. Per quanto riguarda i lavoratori immigrati, in 198 casi si tratta di persone sia regolarmente sia irregolarmente presenti sul territorio, in 171 casi solo stranieri privi di regolare permesso di soggiorno e, nei restanti 131 casi, regolari sul territorio. Infine, il Rapporto segnale come la percentuale dei procedimenti avviati su denuncia dei lavoratori sia ancora molto bassa, con soli 109 casi, meno del 10%, anche se in aumento rispetto agli 82 dello scorso anno, in particolare nel settore agricolo e nel Sud; 28 le procure della Repubblica del Nord raggiunte dalle denunce, 31 quelle del Centro e 50 quelle del Sud, in tutti i settori, mentre in agricoltura 11 sono le denunce al Nord, 15 al Centro e 35 al Sud su un totale di 61 procedimenti sulle scrivanie dei pm.