lastampa.it, 12 marzo 2026
Mps, gli ex banchieri di Deutsch Bank chiedono un risarcimento da 700 milioni
Circa 700 milioni di euro. È quanto chiesto come risarcimento danni da quattro ex dipendenti di Deutsche Bank all’istituto tedesco in relazione alla vicenda giudiziaria legata alle transazioni strutturate condotte con Monte dei Paschi nel 2008. Il motivo: la presunta compromissione delle loro prospettive di carriera e della loro reputazione per via della condanna in primo grado presso il Tribunale di Milano nel 2019.
La cifra emerge nero su bianco nel report annuale della banca guidata da Christian Sewing, che è stato pubblicato oggi, giovedì 12 marzo. Gli ex banchieri, cioè Michele Faissola, Ivor Dunbar, Marco Veroni e Matteo Vaghi, hanno avviato un’azione legale presso l’Alta Corte di Lonndra ad autunno. Più di preciso, il 30 settembre 2025. Ma Deutsche Bank respinge ogni accusa: «Queste rivendicazioni legali sono infondate» e l’istituto «si difenderà con fermezza». L’udienza è prevista a settembre.
La ricostruzione dell’inchiesta
Una controversia che ha segnato la storia recente di Mps: il contenzioso ha riguardato un’operazione strutturata da 2,2 miliardi con Siena avviata nel 2008 che, secondo il pubblico ministero, le avrebbe permesso di occultare le perdite. Il cuore dell’inchiesta ha messo al centro i derivati (che poi non sono risultati tali) di una Mps sull’orlo del collasso, ossia Santorini (proprio con Deutsche Bank) e Alexandria (con la banca giapponese Nomura).
Due operazioni di finanziamento complesse con pegno su miliardi di Btp che Mps aveva avviato per lucidare un bilancio schiacciato da crollo del Pil, spread in impennata, vacillamenti del debito pubblico e pressing delle istituzioni internazionali. Nel 2013 le indagini hanno preso il via. Cinque anni dopo sono arrivate le condanne in primo grado per tutta una serie di banchieri di primissimo piano. Con pene fino a quattro anni e 8 mesi per favoreggiamento di falso in bilancio e manipolazione del mercato.
A contribuire a queste condanne ci sarebbe stato un presunto audit del 2013 interno a Deutsche Bank, supervisionato da Sewing. Tutti i protagonisti della vicenda – compresi gli ex vertici di Rocca Salimbeni cmoe Giuseppe Mussari e Antonio Vigni – sono stati assolti nel 2022. Un ribaltamento che ha poi trovato conferma l’anno successivo in Cassazione.
Non sono soltanto in quattro
Eppure, gli ex banchieri sostengono che la condanna in primo grado sia stata una macchia indelebile per le loro carriere. E accusano l’istituto di averli consegnati alla giustizia per coprire le proprie difficoltà. Stessa ragione che nel 2024 ha portato un altro ex dirigente di Deutsche Bank, Dario Schiraldi, a chiedere un risarcimento per un totale di 152 milioni di euro all’istituto di credito di Francoforte.
Invece, come ricostruisce il Financial Times, l’anno scorso l’ex responsabile del trading strutturato di Deutsche Bank, Michele Foresti, ha raggiunto un accordo transattivo con la banca dopo averle intentato causa. Non è dato sapere se Deutsche Bank abbia effettuato degli accantonamenti per questi casi giudiziari. Questo perché una divulgazione «potrebbe pregiudicare seriamente l’esito del procedimento».