la Repubblica, 12 marzo 2026
Costantino della Gherardesca parla di sè e di Pechino Express
«La televisione? Uno cresce. Dopo un po’, se non sei una mezza calza, capisci che la sai fare, va bene e ciao. C’è chi deve provare a se stesso di essere persona capace e chi è complessato. Io l’ho fatta e ho avuto la conferma: sul lavoro riesco a fare tutto, nella vita privata non riesco a fare niente». Sull’argomento, Costantino della Gherardesca, persona ironica, non accetta contraddittorio. «Sul lavoro non ho dubbi che ce la faccio, nel privato è un altro paio di maniche. Lo dicevo anche a Piero Chiambretti, che mi ha lanciato in tv e gli devo tanto: alla fine si dà un’idea falsata». Torna in tv dal 12 marzo su Sky e in streaming su Now con Pechino express. Sarà affiancato da tre inviati, uno per paese: Lillo in Indonesia, l’ex concorrente Giulia Salemi in Cina, Guido Meda in Giappone.
In che senso si dà un’idea falsata?
«Che qualcuno immagina: fuori dalla tv, chissà cosa fa. Io sto su un divano che avevo disegnato, di velluto blu – stoffa che si usa per le giacche da uomo, non il tessuto dei tappezzieri. È tutto liso, il materasso è sfondato perché passo la mia vita lì. Mi ci addormento. Il problema è trovare qualcuno che lo aggiusti».
Ma non è vero che sta solo sul divano, ha viaggiato per mezzo mondo, avrà altre passioni.
«Ah sì, una per cui mi prendevano in giro: facevo tutte le cose con l’intelligenza artificiale. Adesso mi sembra che l’IA sia diventata leggermente importante, no? Ho preso un pc apposta e sono contento. Lavoro per studiare».
Che effetto le fa viaggiare mentre il mondo è in guerra?
«In effetti è diverso, ma non ci si può fermare. In Cina questa volta tantissimi controlli. Dopo sono andato negli Stati Uniti, a San Francisco, per entrare quattro ore alla dogana, difficile. Però San Francisco è tanto migliorata, non è vero quello che dicono, invece la città tipo Mad Max, e non lo dicono, è diventata Los Angeles».
Il divertimento è un antidoto alla paura?
«Un esorcismo per tanti. Da centinaia di anni si vede con i carnevali: più un paese ha problemi, più fa feste pazzesche. Un paese in disordine come la Giamaica è riuscito a fare esorcismi e intrattenimenti, la microeconomia vive a modo suo».
Anche “Pechino” è un po’ un esorcismo?
«Per alcuni dei viaggiatori è una resa dei conti con la propria vita, ma non se ne rendono conto. Mollano il telefonino e tornano alle cose basilari. È una magia che rende le scomodità piacevoli e fattibili».
Quest’anno ha tre inviati: Lillo?
«Ha un aspetto che mi fa molto ridere, è un amante del lusso».
Giulia Salemi?
«A Giulia sono legato per un’edizione di Pechino express estremamente difficile, in Perù. Siamo stati in posti scomodissimi e non ha fatto una piega. Per me un incubo: mini albergo dove non c’era la carta igienica, l’asciugamano; cercavo di dormire, e che succede? Il terremoto. Sul lago Titicaca un freddo infernale che non avevo mai sentito, Giulia è stata bravissima. Ora, ovviamente, dopo anni di vita a Milano, come è successo a me, è diventata una sciura».
Guido Meda?
«Era quello più simile a me. Dopo un secondo, è stato come se lo avessi conosciuto da sempre. È uguale a me, prolisso. Tra prolissi, come succede con gli obesi e gli orfani, ci riconosciamo».
La coppia che l’ha incuriosita?
«Forse Gaia De Laurentiis con la figlia, che è bellissima: Gaia mi odiava e Agnese mi ama. Litigano tantissimo, entusiasmante».
Tredici edizioni: dodici da conduttore e una da concorrente: non si è stufato?
«Quando c’erano ancora persone buone, Giorgio Gori diceva che non si può fare ricerca di mercato, perché nel momento in cui fotografi il prodotto legandolo alla situazione culturale, la cosa che fai è già vecchia. La migliore televisione cambia forma e Pechino cambia anno dopo anno. Questa edizione è cinematografica».
Spiccano i Raccomandati: Chanel Totti e Filippo Laurino.
«Chanel è menefreghista, non le importa niente di stare in tv e di apparire; Filippo non vuole fare brutta figura. Sono il giorno e la notte, complementari nel viaggio, lui la luna, lei il sole, e sono davvero amici. Non provano interesse sessuale. Pazzesco».
L’anno prossimo compie cinquanta anni: un bilancio?
«Ci rido sopra, ci sono persone che prendono la cosa sul serio, poverine. Gli uomini che hanno la crisi di mezza età sono quelli che non erano fighi quando avevano 20 anni, non intendo belli. Uno psicanalista mi disse: “Allo specchio ti vedi più magro di quello che sei”. Non ho crisi di mezza età».
Nessun fidanzato?
«Mi mancano per raccontarli, per poi essere lasciato».
La televisione è ancora terapia di gruppo?
«Dopo un po’ perdi interesse per il giudizio di chi ti sta ascoltando, ti interessa solo quello dei quattro amici che hai nella vita. Regola d’oro: le persone che hanno agende piene sono povere disgraziate disperate, invece quelle che hanno un minimo di saggezza – e hanno visto più cose nella vita – hanno quattro o cinque veri amici. Di più è impossibile, è tutto finto».
Ha senso del pudore?
«Ce l’ho, nel senso che non voglio sembrare vestito malissimo. Il pudore mi frena dall’andare in giro come un povero disgraziato, perché non ho il fisico. Brad Pitt si mette una maglietta bianca e esce. Io no, ho bisogno di qualcosa di Celine e pantaloni a zampa».