la Repubblica, 12 marzo 2026
“La scuola in Iran colpita dagli americani”: la conferma nell’inchiesta militare
Il Pentagono ha bombardato la scuola elementare Shajarah Tayyebeh, uccidendo almeno 175 persone in maggioranza bambini, per un errore nell’individuazione dell’obiettivo. Lo scrive il New York Times, rivelando i risultati preliminari dell’inchiesta ancora in corso.
Secondo quanto hanno appurato finora gli investigatori, il 28 febbraio un missile Tomahawk è stato sganciato sulla scuola, perché era adiacente ad una base della Guardia rivoluzionaria che intendeva prendere di mira. Un video pubblicato lo conferma chiaramente.
L’edificio un tempo faceva parte del complesso militare, ma poi era stato destinato all’uso scolastico. Il New York Times ha visionato le immagini satellitari, da cui si vede che la scuola era stata separata dalla base con un muro tra il 2013 e il 2016, e intorno erano state costruite attrezzature per i giochi e le attività all’aperto dei bambini.
In questi casi le immagini le raccoglie la National Geospatial-Intelligence Agency, che poi le passa alla Defense Intelligence Agency, per usarle allo scopo di definire le coordinate degli obiettivi.
Queste informazioni poi vengono date al comando incaricato di guidare i bombardamenti, per l’Iran il Central Commando, che le usa per puntare le sue armi e dirigere i missili sui target. Il problema è che l’utilizzo dell’edificio nel frattempo era cambiato, ma nessuno aveva controllato l’accuratezza delle informazioni raccolte dall’intelligence militare e passate agli esecutori del piano. Quindi la scuola è stata inserita per sbaglio tra gli obiettivi da distruggere.
Il presidente Trump all’inizio aveva accusato gli iraniani di averla colpita, sostenendo che altri paesi usano i Tomahawk. La verità però è che la Repubblica islamica non li ha, così come nessun altro dei vicini coinvolti nel conflitto. Quindi solo gli americani potevano essere responsabili della morte di quasi 200 bambini, uno dei «danni collaterali» più sanguinosi delle guerre recenti.
La domanda a cui bisognava rispondere era come può essere accaduto, ossia se per un errore, o magari qualcosa che aveva colpito in volo il missile deviandolo sul bersaglio sbagliato. L’inchiesta non è ancora conclusa in maniera definitiva ed è possibile che qualcuno usi come scusa il fatto che gli iraniani impiegano edifici civili come scuole e ospedali per lanciare i loro attacchi. Al momento però l’errore umano è la pista più accreditata.
L’intelligenza artificiale di Claude è stata usata per individuare aree di potenziale interesse militare, ma non per selezionare gli obiettivi. Quindi le informazioni raccolte sull’edificio non sono state aggiornate e verificate da chi avrebbe dovuto farlo, per ragioni ancora incerte, forse legate alla fretta dell’operazione. Così il Tomahawk è partito verso un target che non esisteva più, distruggendo una scuola.