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 2026  marzo 12 Giovedì calendario

Più ricavi per Tim, svolta nei conti

Tim torna in untile. Il bilancio 2025 approvato ieri dal consiglio del gruppo telefonico si è chiuso con 519 milioni di profitti netti a livello di capogruppo, dalla perdita di 364 milioni dell’anno precedente, con un contributo del quarto trimestre pari a 473 milioni e proventi non ricorrenti per 157 milioni. Erano quattro anni che il gruppo Tim non chiudeva un bilancio in utile. La società operativa, Tim, rimane ancora in perdita ma riduce il rosso a 155 milioni dagli 1,2 miliardi del 2024. L’Ebitda di gruppo è salito del 6,4% a 4,4 miliardi. I risultati sono in linea con i target del piano del ceo Pietro Labriola. «È una buona notizia che aspettavamo – ha commentato ieri Labriola in un’intervista al Tg5 —. Quando quattro anni fa lo avevamo dichiarato sembrava a tutti impossibile ma con il duro lavoro, la riorganizzazione commerciale, l’abbattimento del debito e soprattutto la continuità strategica siamo riusciti a raggiungere questo importante risultato. Ma è solo l’inizio».
A determinare la svolta nei risultati, che evidenziano una crescita dei ricavi del 2,7% a 13,7 miliardi, sono state la forte performance di Tim Enterprise, con il fatturato salito del 7% e dell’8,6% nei servizi, trainata dal Cloud (+24%) e dal Polo Strategico Nazionale, e Tim Brasil con un aumento dei ricavi del 4,6%. Nel business domestico consumer, i repricing su 4,1 milioni di linee fisse e su 4,2 milioni di linee mobili hanno spinto i ricavi per utente, aumentati del 5,1%, mentre TimVision è cresciuta del 4,6%.
Ieri il consiglio ha convocato l’assemblea dei soci per il 15 aprile, confermando la modalità di partecipazione e di votazione attraverso il rappresentante designato. Oltre al bilancio 2025, agli azionisti verrà sottoposta la proposta di riacquisto di azioni proprie pari a circa il 3,3% del capitale di Tim per 400 milioni, con successivo annullamento, e in sede straordinaria il raggruppamento delle azioni in ragione di 1 a 10. Con il buyback Tim intende remunerare gli azionisti girandogli metà del ricavato della vendita di Sparkle al ministero dell’Economia e al fondo Asterion. Successivamente all’assembla, inoltre, dovrebbe partire la conversione delle azioni di risparmio in ordinarie che prevede un premio di circa 700 milioni. Anche grazie alla conversione, dall’anno prossimo Tim potrà tornare a distribuire il dividendo che per il 2027 e 2028 dovrebbe essere di 1,1 miliardi totali.
Con il bilancio 2025 Labriola conferma il cambio di rotta di Tim dopo la cessione della rete fissa, che ha contribuito a ridurre il debito, sceso alla fine dello scorso anno a 6,9 miliardi di euro. La svolta è stata poi completata con l’uscita di Vivendi dall’azionariato e l’ingresso di Poste, oggi primo socio di Tim con il 27,3%. L’ingresso della società guidata da Matteo Del Fante sta contribuendo ad accelerare i piani del gruppo telefonico, soprattutto sul fronte più redditizio dei servizi alle imprese e alle pubbliche amministrazioni di Tim Enterprise. Il gruppo telefonico ha siglato un accordo strategico con Poste per la creazione di una joint venture dedicata ai servizi per imprese e Pa, focalizzata in particolar modo sul cloud. Il gruppo pubblico ha avviato inoltre la migrazione su rete Tim di Poste Mobile, che sarà completata entro quest’anno, con un beneficio per il gruppo telefonico di 100 milioni di ricavi l’anno e per Poste di oltre 20 milioni di risparmi. Ma i cantieri aperti da Poste e Tim sono diversi e l’obiettivo di entrambe le aziende è massimizzare le sinergie attraverso la messa a fattore comune delle tecnologie e lo sviluppo di servizi.