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 2026  marzo 12 Giovedì calendario

L’appello all’unità, poi lo scontro. Meloni attacca: Pd strabico sugli Usa

«Ci troviamo di fronte a uno dei tornanti più difficili della storia recente ed è auspicabile che una nazione democratica come la nostra sappia compattarsi attorno alla difesa dei propri interessi nazionali». Dodici giorni dopo l’attaco di Usa e Israele all’Iran Giorgia Meloni parla della crisi in Parlamento. Dice e ripete che l’Italia «non è e non entrerà in guerra» e si augura il dialogo con le opposizioni. Ma a fine giornata non solo non ci sarà alcuna (improbabile) risoluzione unitaria del Parlamento. Ma anche le opposizioni alla Camera presenteranno quattro risoluzioni: una di Iv, +Europa, Azione, (alcuni punti saranno alla fine approvati), una del M5S, una del Pd, una di Avs.
I toni dal Campo largo sono ruvidi, durissimo il capogruppo M5S alla Camera Riccardo Ricciardi. E così, Giorgia Meloni chiude secca sulla «differenza fondamentale tra voi e me. Sono molto contenta di essere diversa da voi». Elena Bonetti, da Azione, ammette: «Presidente, un po’ la capisco...». Gli altri gruppi non accettano il voto per parti separate. E così, il ministro Luca Ciriani scuote la testa: «Il Pd ha ritenuto più importante l’allineamento politico con M5s e Avs rispetto all’interesse superiore dell’Italia».
Giorgia Meloni inizia pacata, si duole che il Senato non consenta il voto per punti delle risoluzioni. E si augura novità alla Camera. «Da domani, se siete disponibili, io sono più che disponibile a un tavolo a Palazzo Chigi per affrontare questa stagione confrontandomi con le opposizioni tutte le volte che sarà necessario, anche per le vie brevi». Ma già al Senato i toni si alzano, alla Camera di più. E così, sul finire della risposta, Meloni diventa irridente verso lo «strabismo del Pd»: «Viva gli americani che liberano l’Europa dal nazifascismo, no agli Usa che liberano da dittature in altre parti del mondo. Viva i bombardamenti alla Serbia e la partecipazione dell’Italia senza passare dal Parlamento». L’escalation arriva con il ricordo del 2020, Giuseppe Conte premier, quando gli Usa uccisero il generale iraniano Soleimani: «Allora nessuno, né Conte né i ministri Pd, disse che quella scelta era contraria al diritto, nessuno la condannò». Soprattutto, «non definii Conte servo e vigliacco». L’interessato si indigna: «Presidente, ha perso l’aplomb e ha iniziato a gettare fango». Non si può «paragonare l’attacco di un drone Usa a un generale iraniano al silenzio complice di un genocidio per 20.000 bambini palestinesi». Elly Schlein invita Meloni a «posare la clava, chi la guarda merita uno spettacolo diverso, non la lotta nel fango». E chiede di escludere l’autorizzazione all’uso delle basi Usa per attacchi all’Iran. «Non ce le hanno chieste» è la risposta. Schlein chiede conto del Board of Peace. Meloni risponde: «Abbiamo deciso di non aderire, ma non vedo perché rinunciare a portare il nostro contributo».
Meloni parla di un mondo «nel quale si moltiplicano gli interventi unilaterali fuori dal diritto internazionale». Ai quali, «lo dico subito, l’Italia non prende parte e non intende prendere parte». La premier esprime «ferma condanna per la strage delle bambine nella scuola di Minab» e chiede «che si accertino rapidamente le responsabilità». Il fatto è che «viviamo in un mondo che spesso costringe a scegliere tra cattive opzioni». E dunque «sappiamo che le conseguenze sarebbero ben peggiori se ignorassimo il rischio di un regime fondamentalista dotato di missili a lungo raggio e armi nucleari». Ma la prima rottura dell’ordine mondiale, ripete, è stata l’invasione dell’Ucraina. Per questo «continueremo a promuovere, in sede G7 e Ue, la pressione economica sulla Russia». Il che dispiace ai vannacciani di Fn: non voteranno la mozione di maggioranza.
Meloni conferma di essere «disponibilissima ad attivare il meccanismo delle accise mobili» (e sulle accise è scontro con Matteo Renzi). Ma a pochi giorni dall’inizio della crisi «se prendessimo i proventi Iva e li mettessimo sulle accise, il beneficio sarebbe inesistente». La premier ricorda che «l’Aie ha appena annunciato il graduale rilascio sui mercati di 400 milioni di barili», mentre «abbiamo chiesto una sospensione temporanea dell’applicazione dell’Ets e una riforma strutturale che limiti l’impatto sui prezzi dell’elettricità».