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 2026  marzo 11 Mercoledì calendario

Irlanda, Gerry Adams torna in tribunale

È sempre stato assolto in tutte le inchieste giudiziarie e i processi penali che lo accusavano di essere stato uno dei leader dell’Irish Republican Army (Ira), l’esercito clandestino che si batteva per la secessione dell’Irlanda del Nord dal Regno Unito durante i Troubles, i tre decenni di guerra civile nella regione che provocarono più di 3 mila morti e decine di migliaia di feriti. Adesso Gerry Adams è stato portato in tribunale a Londra per una causa civile da tre vittime di due attentati che risalgono agli anni Settanta e Novanta, con la medesima accusa. In concreto rischia poco: un indennizzo di appena 1 sterlina per ciascuno dei tre uomini rimasti feriti all’epoca dei fatti. Una cifra simbolica, ma in palio c’è la reputazione del più famoso leader indipendentista nord-irlandese.
Il processo si riferisce a due esplosioni avvenute nella capitale britannica, una nel 1973 all’Old Bailey, la corte delle cause penali, e l’altra nel 1996, nella zona del porto fluviale. Vi rimasero gravemente infortunati, fra gli altri, John Clark, Jonathan Ganesh e Barry Laycock, i cui avvocati affermano che Adams è legalmente responsabile degli attacchi come ex-leader dell’Ira, sebbene non fu lui a fare scoppiare le bombe. In sede di processo penale, quei fatti sarebbero andati in prescrizione; e la soglia per dimostrare la colpevolezza di un imputato è più alta in un procedimento penale. In sede civile, in cui l’imputato anche se fosse riconosciuto colpevole non andrebbe in carcere ma sarebbe condannato a un risarcimento danni, peraltro minimo come in questo caso, il processo è ancora possibile.
All’udienza di lunedì presso l’Alta Corte di Londra, tuttavia, gli avvocati difensori di Adams hanno chiesto al giudice di non riconoscere come valida l’accusa, osservando che non è appoggiata da alcuna prova ed è basata solamente su “chiacchiere”. Le tre vittime degli attentati, nella deposizione di ieri, hanno insistito che Adams ha comunque la responsabilità politica degli attacchi e chiesto che venga fatta giustizia: “Non lo chiediamo per denaro, ma per ristabilire la verità”, ha detto uno dei tre nella sua deposizione. “Se Adams venisse riconosciuto colpevole sarebbe un terremoto”, commenta Gavin Robinson, leader del Democratic Unionist Party, il maggiore partito unionista filobritannico dell’Irlanda del Nord. “Tutti noi abbiamo il dovere di dimostrare solidarietà a tutte le vittime di quel conflitto”, osserva da parte sua Adams, “ma Robinson impiegherebbe meglio il suo tempo a fare funzionare il governo autonomo di Belfast”.
Il 78enne Adams è stato leader dello Sinn Fein, il partito indipendentista nordirlandese considerato da molti il braccio politico dell’Ira, dal 1983 al 2018, oltre che deputato per un decennio al parlamento regionale dell’Irlanda del Nord e per due decenni a quello britannico (senza però assumere l’incarico in quest’ultimo, come è la prassi dei deputati dello Sinn Fein, che si candidano ma non accettano di partecipare ai lavori della camera dei Comuni del Regno Unito).
Più volte arrestato e inquisito per le attività dell’Ira, Adams non è mai stato condannato e nel 2017 ha anzi vinto un processo per diffamazione contro la Bbc, per un programma che lo aveva descritto come responsabile della morte di un informatore della polizia, ottenendo un risarcimento di 85 mila sterline (circa 100 mila euro) dalla radiotelevisione britannica. Da quando ha lasciato la politica attiva, lo Sinn Fein è diventato il partito di maggioranza relativa in Irlanda del Nord, dove dagli accordi di pace del ’98 governa congiuntamente con i partiti unionisti, pur continuando a battersi per l’obiettivo a lungo termine di una riunificazione con la repubblica d’Irlanda, un progetto che ha ottenuto nuovo slancio dalla Brexit, l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, rendendo più visibile la separazione fra repubblica irlandese e Irlanda del Nord britannica.