la Repubblica, 11 marzo 2026
I misteri della fede nell’IA del Papa
Qui durante la guerra fredda si formavano i futuri sacerdoti destinati all’Unione Sovietica, alcuni finirono martirizzati, tutti venivano presi per spie del Vaticano. Nei locali del Russicum, il prestigioso collegio dedicato allo studio della cultura e della spiritualità russa, a pochi passi dalla stazione Termini, oggi sembra di essere finiti in una start up della Silicon Valley. Tecnologia di ultima generazione, scanner, computer, un grande tavolone bianco da brain storming, arredamento minimal, e poi scatoloni e pacchi di documenti vaticani, sentenze canoniche, scritti di teologia. «Non vogliamo un’intelligenza artificiale progressista o conservatrice», assicura Benjamin Crockett, californiano, 35 anni, sneakers jeans e maglione, «vogliamo solo rendere disponibile il magistero con fedeltà a quanto la Chiesa ha insegnato».
Se interviene Sam Altman
Il progetto è ambizioso, sin dal nome: Magisterium AI, «il motore di ricerca numero uno al mondo della fede cattolica». L’ideatore, Matthew Harvey Sanders, canadese di 43 anni, capisce presto che oggi la gente si informa tramite intelligenza artificiale, punta ad un chatbot incentrato sul magistero della Chiesa, e supera un primo incidente grazie niente meno che a Sam Altman, il fondatore di OpenAI, che, tramite un sacerdote amico comune, potenzia il sito finito in crash per i troppi contatti. Da quel momento Magisterium AI vola: risponde a 40mila domande al giorno in diverse lingue, è presente in 185 paesi, i suoi dati alimentano progetti come Hallow, la più grande app di preghiera al mondo.
Oltre ChatGpt
Ma come avere un data base affidabile? «Quando è arrivato ChatGpt molti cattolici l’hanno usato per fare domande morali o teologiche, un bellissimo strumento», racconta Sanders, «che però presenta anche problemi, come le allucinazioni o la mancanza di trasparenza sulle fonti».
Diventare santi
E qui spunta l’idea di attingere agli archivi vaticani. Il canadese si trasferisce a Roma e tesse contatti con le università pontificie, le biblioteche, le istituzioni della Santa Sede. E in tre sale del Russicum viene installato il laboratorio high tech con macchinari di ultima generazione che sfogliano i libri automaticamente e scansionano 1400 pagine all’ora. I 3mila volumi degli Acta Apostolicae Sedis dal 1909 al 2023, una sorta di gazzetta ufficiale della Santa Sede, vengono incamerati in due settimane, poi ci sono i padri della Chiesa, da Tertualliano a John Henry Newman, le sentenze della Rota Romana, gli annuari pontifici e quelli statistici, le vite dei santi, l’ultimo chirografo del Papa, testi in aramaico e in siriaco, calligrafie antiche e rilegature in papiro. Trentamila documenti sono già stati scannerizzati, il sogno è arrivare a un milione. «Voci non ascoltate da 700 anni entrano in dialogo con i fedeli di oggi», dice entusiasta Crockett, «possiamo aiutare le persone a diventare santi».
Conservatori e progressisti
La sfida non è esente da rischi. Perché sì, l’insegnamento della Chiesa sarà quello ma tra un continente e l’altro, tra un Papa e quello prima, tra un cattolico conservatore e uno progressista, le cose cambiano. Sanders non nasconde che gli piace la messa in latino, ma «sul piano dottrinale», precisa, «credo in quello che dice il Papa, chiunque egli sia». I consulenti teologici del progetto, assicura da parte sua Crockett, «non sono attivisti trumpiani ma accademici di livello».
Le riforme di Francesco
Quanto al chatbot, se uno chiede se una coppia di divorziati e risposati può prendere la comunione, risponde senza esitazione di «no», come se papa Francesco non avesse socchiuso quella porta, così come «no», non è possibile ordinare preti gli uomini sposati (viri probati), cosa che il sinodo sull’Amazzonia ha auspicato. L’accordo della Santa Sede con la Cina è «opportuno» (e un cardinale conservatore non sarebbe d’accordo), ma non è possibile ordinare donne diacono (e qui non sarebbero d’accordo i cardinali progressisti, che secondo Magisterium AI «sbagliano teologicamente» e «si ingannano»). Quanto alla benedizione delle coppie gay, autorizzata da Bergoglio, se si domanda in italiano la prima risposta è che «sì» è possibile impartirla, mentre in inglese dice il contrario, non si possono benedire.
"Intelligenza artificiale a disagio”
«La chiarificazione viene nello sviluppo della risposta», spiega Sanders, la risposta in inglese è «più diretta», mentre «per qualche motivo con un’audience italiana assume un approccio più pastorale». È certo, prosegue il fondatore di Magisterium AI, che quando Francesco ha preso la sua decisione «l’intelligenza artificiale si è sentita a disagio. Poi il Vaticano ha fornito ulteriori chiarimenti che, una volta introdotti nel sistema, hanno aiutato a spiegare il nuovo approccio, che sembrava inizialmente disconnesso dal passato». Vallo a dire al chatbot.