repubblica.it, 11 marzo 2026
Presunti dossieraggi in Liguria, aperto fascicolo in Procura.
Neanche il tempo di capirne di più e già infuria la bufera, politica e non, sul caso della presunta attività di dossieraggio nei confronti dei giornalisti del Secolo XIX da parte dello staff del presidente della Regione Liguria Marco Bucci. Più che strettamente locale, per come mischia insieme imprenditoria e informazione, le istituzioni e in parte pure gli echi del passato recente dell’ente che neanche due anni fa veniva travolto dallo scandalo giudiziario che ha fatto cadere l’ex governatore Giovanni Toti, la vicenda è in fondo anche e soprattutto affare della politica. In Procura si fa capire l’esposto del direttore del quotidiano genovese da cui è emerso il caso è stato depositato il 6 marzo scorso, risulta aperto un fascicolo al momento a carico di ignoti con accuse al vaglio degli inquirenti. Sulla scena nazionale, arrivano le richieste sul tema di Pd, Avs e M5s.
In città, toccata dalla vicenda anche per il ruolo da protagonista seppur indiretta della sindaca di Genova Silvia Salis, tirata in ballo nei report che dagli uffici della Regione arrivavano sulla scrivania del direttore del quotidiano genovese Michele Brambilla, il primo a commentare è il segretario uscente del Pd provinciale, il consigliere regionale Simone D’Angelo. Che parla di “fatto gravissimo che, se confermato, configurerebbe un attacco alla libertà di stampa e alle regole democratiche”. E ancora: “Bucci chiarisca o si dimetta”.
“I contorni della vicenda, per come sono stati ricostruiti, appaiono allarmanti. Secondo quanto riportato, lo stesso portavoce di Bucci avrebbe ammesso l’esistenza di dossier trimestrali, sostenendo che fossero prodotti in accordo con il direttore. Una ricostruzione che il direttore ha però respinto, affermando di essere stato egli stesso oggetto di dossier e querelando per diffamazione il portavoce del presidente Bucci”, attacca D’Angelo.
“Se questi fatti dovessero essere confermati, ci troveremmo di fronte a uno scandalo politico e mediatico che colpisce ancora una volta il nostro territorio. Dossieraggi e pressioni sui giornalisti sono incompatibili con la democrazia. Sarebbe intollerabile che a tentare di condizionare l’informazione per limitare il diritto di critica e di cronaca fosse chi oggi governa la Liguria”.
Sempre dal Pd, dal partito nazionale twitta il presidente Stefano Bonaccini. “Ho fatto per dieci anni il presidente della regione Emilia-Romagna e amministrato per diversi anni in due diversi comuni: mai mi sarei sognato di preparare (o darne mandato) dossier per screditare giornalisti non graditi e, in tal modo, cercare di condizionare la linea editoriale. Solidarizzando con direttore e redazione del Secolo XIX e, assieme a loro, con chi come la sindaca Silvia Salis viene più volte preso di mira, mi aspetto che il presidente Bucci dia rapide e convincenti spiegazioni a ciò che sta evidenziandosi, altrimenti ne tragga le conseguenze”.
Sempre dal Parlamento europeo, un altro europarlamentare dem come Brando Benifei calca la mano: “Se fosse confermato che il Presidente della Regione Liguria Bucci ha fatto preparare con soldi pubblici dossieraggi e liste di proscrizione di giornalisti sgraditi, inviandoli agli editori per mettere pressione per far cambiare linea a un giornale, in un qualunque Paese civile questo stesso Presidente dovrebbe rassegnare le dimissioni perché sarebbe un abuso di potere intollerabile per interessi propri realizzato alle spalle e sulla pelle dei cittadini, aldilà di tutti i risvolti giudiziari”.
In quota Avs, è lo stesso deputato e segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni ad andare giù durissimo. “Togliere di torno i magistrati come dice Bartolozzi. Controllare in modo maniacale e fare dossieraggi sui giornalisti scomodi come ha fatto lo staff di Bucci a Genova. È questo il programma della destra”, allarga l’inquadratura del caso il parlamentare rossoverde.
"A Genova ora si scopre che gli uffici del presidente della Liguria Bucci interferivano pesantemente con l’attività giornalistica del principale quotidiano ligure, addirittura con veri e propri dossieraggi e chiedendo l’intervento dell’editore. Incredibile. Ora si faccia luce fino in fondo.Siamo di fronte ad una destra intollerante ai controlli di una democrazia, allergica alla libertà di stampa. Una destra illiberale – conclude Fratoianni – che deve essere allontanata quanto prima dal governo della cosa pubblica”.
"Ecco la destra. Dossier sui giornalisti, liste di cronisti sgraditi perché non allineati al potere politico. Se quanto emerge su Genova venisse confermato, siamo di fronte a un fatto gravissimo. Marco Bucci dovrebbe dimettersi. Schedare giornalisti e monitorare il loro lavoro perché non piacciono a chi governa è inaccettabile – riprende sempre da Avs il leader verde Angelo Bonelli – Esprimo piena solidarietà ai giornalisti e a Silvia Salis, oggetto a più riprese di attacchi politici e mediatici, da un sistema che già l’anno fece emergere un disegno per danneggiare la sua corsa alle comunali.Questa è l’idea di democrazia della destra: attaccano la magistratura perché vogliono eliminare i controlli, chiedono immunità e impunità per chi governa e allo stesso tempo schedano i giornalisti sgraditi per avere le mani libere”.
Dalla Regione Liguria, sempre dal Pd, rilanciano anche capogruppo e segretario regionale del partito, Armando Sanna e Davide Natale. “L’idea di onnipotenza, l’insofferenza verso chi pensa liberamente, l’assenza di rispetto per il lavoro degli altri, la volontà di controllare tutto ciò che accade e una mancanza di rispetto istituzionale: – si legge nella nota dei due – è questo il modo di fare politica che emerge dal dossieraggio giornalistico messo in campo da Marco Bucci e dal suo staff nei confronti de Il Secolo XIX”.
"Non è la prima volta che Bucci dimostra un’idea sprezzante del lavoro dei giornalisti. Crediamo che ci debba essere un’assunzione di responsabilità da parte di Bucci: chiarisca in consiglio regionale quanto è accaduto permettendo così al consiglio di assumere le conseguenti decisioni. Ci sia una presa di distanza chiara da parte di tutto il centrodestra nei confronti di quanto accaduto”, chiedono i vertici regionali dem.
"In attesa di capire la fondatezza di queste accuse, – premette invece Selena Candia, consigliera regionale di Avs – possiamo già dire che, sul piano politico, il presidente regionale agisce nel modo raccontato dai quotidiani: non accetta contraddizioni, deve dettare sempre la linea senza accettare il confronto e, quando l’opposizione lo contesta, risponde che diciamo falsità. È chiaro che Bucci non è capace di stare nelle istituzioni democratiche. Dalle pubblicità opache dell’era Toti ai presunti dossieraggi di Bucci, si nota un controllo ossessivo del messaggio dei media. La destra non accetta, come in ogni democrazia, di mettere in discussione le sue azioni ma ne manipola la narrazione perché risulti positiva. La nostra piena solidarietà ai giornalisti “schedati” e alla sindaca Silvia Salis”.
“Qualora confermate, le notizie riportate oggi da La Repubblica e Il Fatto Quotidiano sarebbero di una gravità estrema: si parla infatti di possibili attività di controllo o raccolta di informazioni su giornalisti del Secolo XIX impegnati nel racconto dell’attività istituzionale, con conseguenze molto gravi sul piano della libertà di stampa”, fa sapere invece Stefano Giordano, dai Cinque Stelle.
"Come M5S chiediamo che la vicenda venga approfondita con la massima trasparenza: sollecitiamo la convocazione di una Commissione consiliare nella quale audire i principali rappresentanti dei giornalisti liguri, a partire dall’Ordine dei Giornalisti della Liguria e dall’Associazione Ligure dei Giornalisti (ALG). Contestualmente stiamo predisponendo un ordine del giorno urgente che andrà in discussione martedì prossimo in Consiglio regionale, con cui intendiamo impegnare il presidente Bucci e la Giunta regionale a: ribadire formalmente il pieno rispetto della libertà e dell’autonomia del lavoro giornalistico; garantire che nessuna struttura della Regione Liguria venga utilizzata per attività di raccolta di informazioni, monitoraggio o segnalazione riguardanti giornalisti; assicurare la massima trasparenza sul funzionamento delle strutture di comunicazione istituzionale della Regione”.