corriere.it, 11 marzo 2026
Venezi direttrice della Fenice a Venezia, si dimette Tortato
«A questo punto è evidente che la questione si è fatta meramente politica e che, di conseguenza, non c’è alcun bisogno di avere un musicista tra i consiglieri. Quindi me ne vado». Lo scrive, in un lungo post sui social,
Alessandro Tortato, consigliere d’indirizzo della Fondazione Teatro La Fenice nominato dal ministero della Cultura, all’indomani del voto consultivo con cui è stata confermata la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale. Tortato era stato nominato a gennaio 2025 dal ministro Alessandro Giuli: aveva preso il posto di Cremisi, nominata da Franceschini nel 2019.
Sulla nomina di Venezi, sottolinea Tortato, «si può essere in disaccordo, protestare, parlare di prassi violata, ma la nomina è lecita. Non è altrettanto lecito, o perlomeno corretto, che Colabianchi faccia sapere che la nomina è stata approvata all’unanimità dal Consiglio d’indirizzo, cosa mai avvenuta. Il Consiglio, sempre da Statuto, non ha alcun titolo per esprimersi in merito alle nomine artistiche». Oltre che verso il sovrintendente, Tortato è critico anche nei confronti dei sindacati, che lo hanno duramente criticato durante il braccio di ferro sul welfare: «Visto che stiamo parlando della Fenice e non della bocciofila di Maerne (che non esiste, così non offendo nessuno), era assolutamente sensato sospendere il pagamento di quell’erogazione liberale sin quando non si avesse avuto la certezza che quei soldi sarebbero entrati in cassa».
Per quanto riguarda Venezi, nonostante la nomina sia «assolutamente lecita, non è lecito da parte sua – o per lo meno non è da me accettabile – parlare pubblicamente della Fenice come di un `teatro con gestione anarchica´, affermazione che chiama in causa il Sovrintendente, il Presidente e l’intero Consiglio; è poi inopportuno abbracciare una persona che ha appena dichiarato pubblicamente che orchestrali e coristi del `suo´ teatro sono `pippe il cui massimo titolo è il battesimo´ (il giornalista Andrea Ruggieri, ndr)». Inoltre «altrettanto fuori luogo sono le dichiarazioni sul pubblico veneziano composto da ottantenni». Per questo, insiste Tortato, nei confronti della direttrice «mi immaginavo almeno una presa di posizione da parte della governance del Teatro a cui appartengo. Al contrario, ieri, ancora in barba allo Statuto, si è voluto far pronunciare nuovamente il Consiglio di indirizzo sulla nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale del Teatro».
Ma la polemica si rinfiamma e allarga a macchia d’olio: «Questo è uno schiaffo alla città e al Teatro, nel momento in cui servivano invece un supplemento di riflessione e la ricerca della condivisione- sbotta Andrea Martella (Pd), candidato sindaco di Venezia. La scelta del sindaco e del soprintendente è ancora una volta sbagliata nel metodo, nei tempi, nel significato politico di voler blindare una nomina a poche settimane dal cambio del presidente del Consiglio di indirizzo della Fenice. E ancora una volta contraddice nei fatti le asserite disponibilità al confronto e al dialogo con i musicisti che sono l’anima di questa straordinaria eccellenza veneziana e internazionale. Riproponendo quell’arroganza che è il vero tratto distintivo dell’amministrazione uscente». «La scelta giusta per restituire alla Fenice il rango, il rispetto, la credibilità che ha conquistato nella sua lunga storia – conclude Martella – era invece quella di resettare tutto e tornare al punto di partenza per tornare a ragionare in modo condiviso sulle scelte future».