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 2026  marzo 11 Mercoledì calendario

Hoepli si scioglie: «Liquidazione»

Chissà se si troverà una soluzione capace di salvare la storica casa editrice, che pare sia ancora economicamente in salute, e almeno in parte la altrettanto storica libreria milanese, che invece è letteralmente al tracollo. Chissà, ma intanto si rimane storditi dalla notizia della messa in liquidazione e viene in mente la crisi che nell’83 colpì (quasi) a morte l’Einaudi (e da cui lo Struzzo peraltro seppe risollevarsi). Perché, se non vogliamo parlarne al passato, va detto che si tratta ancora oggi di un’impresa tra le più gloriose dell’editoria italiana. Un’impresa di lunga durata, iniziata quando Ulrico Hoepli, nato nel 1847 a Tuttwil, un piccolo centro contadino svizzero del Canton Turgovia, dopo una giovanile esperienza di commesso in librerie a Zurigo e in Germania, decide di approdare a Trieste e da lì a Milano poco più che ventenne. Alla fine del 1870 diventa libraio in proprio rilevando il negozio di Theodor Laengner in Galleria De Cristoforis e dall’anno dopo è niente meno che Librario-Editore del Regio Istituto Lombardo di Scienze e Lettere. Analoga e quasi contemporanea esperienza (qua e là concorrente) sarà quella del prussiano Leo Olschki che proprio in quegli anni stabilisce a Verona la sua libreria.
Hoepli si distingue subito per un suo inconfondibile «codice genetico» che lo collega con le strutture tecnico-scientifiche del nascente Stato unitario, a cominciare dall’istituto idrografico di Genova, poi facendosi editore della Casa Reale e dell’Accademia dei Lincei, con il prestigio e le entrate che ne conseguono. Il fondatore muore nel 1935 lasciando una notevole e vastissima biblioteca di collane specialistiche. Poco prima a Torino nasceva la Utet dei cugini Pomba, ispirata ad analoghi propositi di svecchiamento culturale, abbracciando uno spettro pressoché totale che va dalle scienze umane alle scienze naturali, alle discipline tecniche, con libri anche istituzionali, enciclopedie, dizionari, manuali.
Sono i manuali, anzi i Manuali con la maiuscola, la chiave di un progetto editoriale che punta tutto sui fondamentali per un pubblico nuovo, sfidando una tradizione intellettuale decisamente elitaria. Non che Ulrico avesse trascurato i classici, tant’è vero che negli anni la casa editrice, anche grazie ai suoi continuatori, può vantare pregevoli riproduzioni di codici antichi (a cominciare dal Codex Atlanticus di Leonardo) e numerosi classici in formato «minuscolo» sobriamente commentati. Il sodalizio di Hoepli con il dantista grigionese Giovanni Andrea Scartazzini produrrà alla fine del secolo un’edizione agile e tascabile del poema con un commento essenziale che intende rivolgersi a una larga platea di lettori esorbitando dai confini accademici e rispondendo a una lungimirante esigenza didattica propria del curatore quanto dell’editore.
Detto ciò sono i Manuali l’impresa caratterizzante, inaugurata nel 1875 da un Manuale del tintore dello svizzero Robert Lepetit, e sviluppatasi ininterrottamente lungo la storia dell’Italia unita raggiungendo primati di vendita inalterati nel decennio giolittiano, come a ridosso della Grande Guerra e successivamente senza cedimenti, barcamenandosi anche sotto il regime.
Certo, come fece notare Tullio De Mauro proprio attraversando la storia e il significato della Hoepli, non bisogna dimenticare che siamo ancora in un’Italia pochissimo alfabetizzata e che quindi, nonostante le ambizioni di massima diffusione, i Manuali finiscono, almeno agli esordi, per interessare quegli strati scolasticamente più avanzati, culturalmente più moderni e pertanto attivi soprattutto nelle aree urbane e in particolare nei confini del Nord con speciale radicamento in Lombardia. Fatto sta che, per citare solo uno dei numerosi longseller della Hoepli, il Manuale dell’ingegneria civile ed industriale di Giuseppe Colombo ebbe dieci edizioni nel decennio 1877-1888 e altre ottanta fino al 1990.
Con gli anni insomma, per fortuna dell’editore e del Paese, le cose sono cambiate. E ogni campo del sapere ha trovato un suo manuale e un suo pubblico, non solo quello storico e umanistico, ma anche quello economico, finanziario, bancario. Vengono alla luce i codici giuridici, le guide logico-matematiche, i vademecum di statistica, di ingegneria, di veterinaria, di igiene e salute fisica, di scienze applicate, quelli di apicultura e di viticultura, della seta, del macchinista e del fuochista, del caseificio, delle colture del tabacco e del frumento, della ragioneria, della falegnameria, dell’imbalsamazione, della pollicultura, delle malattie crittogamiche eccetera eccetera. In filigrana si intravedono la crescita industriale e il progresso tecnico del Paese.
Questa adesione alla realtà materiale e culturale del territorio si è avvalsa di un’impronta originaria mai venuta meno fino alle ultime generazioni: l’ottica del libraio che è vicino al suo lettore, lo consiglia, gli offre la sua competenza, la sua apertura, la sua fiducia, la chiacchiera e lo scambio culturale. Tutte cose che non appartengono più a questo mondo (editoriale e non solo). E che Hoepli garantiva nel cuore di Milano, dove oggi l’assortimento delle librerie è per lo più quello rapidissimo dei bestseller del mese.