Corriere della Sera, 11 marzo 2026
Hormuz, Meloni in contatto con Starmer e Merz
L’Italia sta cercando in tutti i modi di favorire una de-escalation. Sta lavorando a una soluzione diplomatica della crisi. Lo sta facendo attraverso i contatti di Giorgia Meloni con gli alleati europei, con gli aiuti difensivi ai Paesi del Golfo, attraverso la rete della Farnesina e il lavoro del ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Sono i principali messaggi che Meloni porterà oggi al centro delle sue comunicazioni di fronte a Camera e Senato, comunicazioni nate come prassi in vista del Consiglio europeo della prossima settimana, ma che ovviamente saranno allargate al conflitto fra Iran e Stati Uniti-Israele.
In questo quadro la premier difenderà la posizione italiana, contestata come equivoca o sfuggente dalle opposizioni, ricollocandola nel perimetro delle dinamiche unitarie di tutta l’Unione europea. Anche nelle ultime ore la premier ha sentito Friedrich Merz e Keir Starmer, i leader di quel formato E4 che comprende anche la Francia, che dallo scoppio della crisi è stato allargato, in funzione di coordinamento costante, anche all’Italia. Un formato che proprio oggi potrebbe avere un’altra tappa di scambio di vedute, fra un intervento e l’altro in Parlamento.
Secondo quanto riferito da Downing Street, i tre leader – Meloni, Starmer e Merz – hanno concordato ieri di lavorare «strettamente insieme» per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico globale. Anche se su questo punto, a Palazzo Chigi si registra la massima prudenza, rimarcando che non è alle porte alcun cambiamento operativo, per esempio della missione Aspides, cui partecipa una nostra nave militare e di cui si discute un rafforzamento, in seno all’Unione europea. Di questi argomenti si tornerà a parlare oggi in una riunione in videoconferenza dei leader del G7 convocata dalla presidenza francese a cui parteciperà anche la premier italiana.
In vista del Consiglio europeo invece la premier ha avuto uno scambio di vedute con il cancelliere tedesco, il primo ministro belga, Bart Wever, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, i leader di Austria, Danimarca, Portogallo, Polonia, Spagna, Svezia, Paesi Bassi e almeno altri 10 Stati europei. Si è fatto il punto sullo stato di avanzamento dei lavori della Commissione europea in tema di proposte da portare al tavolo del vertice sulla competitività.
Secondo una nota di Palazzo Chigi «la discussione si è concentrata sulle conseguenze di breve e medio termine del conflitto sul mercato globale delle fonti energetiche e sulle iniziative da promuovere per contenere la spinta dei prezzi dell’energia. Meloni si è soffermata sulla necessità di una sospensione temporanea del meccanismo di tassazione del carbonio (Ets) sulla produzione di energia, in attesa di una rapida e più ampia revisione del meccanismo per affrontare anche i temi delle quote gratuite, della volatilità delle tariffe Ets nonché dell’interazione del meccanismo con le regole del mercato elettrico europeo».
Tornando al conflitto che sta incendiando il Golfo Persico ieri si è anche tenuta una riunione del ministro della Difesa Guido Crosetto con i vertici militari, i nostri servizi di intelligence, insieme al sottosegratario Alfredo Mantovano.
Oggi in Parlamento la bozza di risoluzione del centrodestra impegnerà il governo a lavorare con partner europei e internazionali «alla creazione delle condizioni necessarie per un ritorno della diplomazia per risolvere la crisi in Medio Oriente», condannando «la violenta repressione delle proteste civili in Iran» e il suo «ruolo destabilizzante in tutta la regione». Si chiede sostegno ai Paesi del Golfo colpiti da attacchi iraniani e l’impegno per «favorire il rientro dalla regione di tutti i connazionali».