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 2026  marzo 11 Mercoledì calendario

La cautela del governo sul taglio delle accise

C’era grande attesa per il Consiglio dei ministri di ieri. Con il gasolio a 2,6 euro al litro, associazioni di categoria e di consumatori aspettavano almeno il provvedimento sulle accise per calmierare i prezzi dei carburanti cui la stessa premier Giorgia Meloni aveva accennato pochi giorni fa: «Stiamo valutando di attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili», ricordando il decreto sui carburanti del 2023 che taglia i prezzi in caso di rialzi eccessivi. Invece, dal Cdm, durato circa un’ora, non è arrivato quanto atteso, con grande delusione dei consumatori che parlano di «autogol» e «gravissimo ritardo».
Però la questione dell’impennata dei prezzi dei carburanti è stata comunque affrontata dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha presieduto la riunione. Assente la premier, impegnata sul fronte internazionale. Con il ministro delle Imprese Adolfo Urso hanno studiato il dossier degli aumenti dei prezzi grazie al monitoraggio fatto dall’inizio della guerra. La linea dell’esecutivo è di cautela, valutare cioè se l’impennata dei prezzi continuerà o l’emergenza rientrerà con la fine della guerra in Medio Oriente. Già ieri il petrolio è sceso sotto i 90 dollari al barile e le Borse europee sono tornate a salire.
Ma Mef e Mimit stanno comunque ragionando su alcune misure antispeculazione nel caso il conflitto continuasse e la situazione si aggravasse. E anche il ministro dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini ha promesso che un intervento «ci sarà».Il meccanismo delle accise mobili resta quindi in campo. E il governo pensa a un rafforzamento del ruolo e dei poteri di Mr Prezzi. Resta attiva la cabina di regia della Commissione di allerta rapida al Mimit per monitorare l’andamento dei prezzi dei prodotti petroliferi con interventi immediati contro le speculazioni. E Tajani giura di essere «inflessibili su chi specula su una guerra» promettendo «sanzioni» a chi «specula finanziariamente facendo pagare di più la bolletta o la benzina al cittadino». Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, dall’Eurogruppo di Bruxelles, ha ricordato che il costo dell’energia per l’Italia «distrugge il potere d’acquisto delle famiglie e altera la competitività delle nostre imprese: l’instabilità energetica mette a rischio non solo la competitività delle nostre aziende ma anche la nostra sicurezza economica». Salvini chiede all’Ue di sospendere le sanzioni alla Russia: «Dopo lo scoppio del conflitto, gli Usa, visto l’aumento dei costi di gas e petrolio, hanno sospeso alcune sanzioni nei confronti di alcuni Paesi che possono tornare a rifornirsi di energia dalla Federazione Russa: perché non lo può fare anche l’Unione europea, o l’Italia»?
Intanto M5S, Pd e Avs attaccano il governo per il mancato intervento sui carburanti e accusano la premier Meloni di «tradimento»: «Dov’è finita – si chiede la deputata M5S Chiara Appendino – quella Giorgia Meloni che anni fa si sbracciava davanti alle pompe di benzina urlando che le accise andavano eliminate subito?». E chiedono un’informativa in Aula al ministro Urso. Mentre dal Pd arriva un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, oggi alla Camera per il question time.